Padre (si spera) nostro







Padre nostro, sei nei cieli?, nel dubbio santifichiamo il tuo nome. Non sia mai ci rimettiamo il paradiso. Preghiamo per chi non ha diritti. Ovvero i bambini.

Fa che i grandi capiscano che il globo terracqueo è in prestito, devono restituirlo a chi verrà dopo di loro, fa che “piccoli” non sia la dimensione dei diritti del bambino, anzi fa che gli stessi diritti siano più dei doveri almeno nell’età dell’innocenza. Fa che i bimbi siano i primi punti di riferimento in ogni sviluppo dei rapporti umani, comprese le beghe tra genitori i litigi, i conflitti mondiali farciti di mine antiuomo. Abbi cura di loro fino a sembrare ridicolo, concedi la iperprotettività delle mamme occidentali anche a chi non sa come salvare dalle fauci della fame e degli stenti i propri cuccioli.

Fa che tutti, abbiano un plotone di tate e fa che siano essi ricchi o siano spiantati, possano preservare i propri figli da traumi con la T maiuscola, concedici di insegnargli i grandi dolori per meglio comprendere le grandi gioie ma tienili lontani dai primi il più possibile. Fa che in certe occasioni i figli possano essere ignorati. Nel senso di lasciati in pace, preservati da pedofili, ma anche da psichiatri infantili arroccati in manuali freudiani ma poco avvezzi alla realtà.


Se possibile proteggili anche da noi genitori e dalle nostre perversioni di educazione perfetta, complessi di colpa e shopping compulsivo di giocattoli, abbi cura di loro anche di fronte a maestre con sindrome da appiattimento cerebrale e omologazione infantile, ma anche governanti collusi.
Fa che nel loro vocabolario siano classificati desueti i termini, mafia, strage, camorra, n’drangheta, guerra, violenza, stupro e chi più ne ha più ne ometta per sempre. Fa che possano respirare come in cielo così in terra, senza esalazioni mefitiche o cumuli di rifiuti con cui dividere la loro vita, dagli oggi il loro pane quotidiano senza doverselo sudare. Inducili in tentazione, specie chi muore di fame fa che ceda e abbia cibo con cui peccare, dagli da mangiare fino a sazietà. Rimetti a loro i nostri debiti, perché non li paghino per noi.


Fa che nessuna colpa precipiti su di loro a causa nostra. Concedi a loro un altro Sordi, Tognazzi, Gassman, Totò, Stanlio e Ollio, Monicelli, o comunque chi, attraverso note, arti visive, vie per arrivare al cuore attraverso i sensi, gli muova qualcosa che porti alle lacrime, di gioia ma anche di dolore perché commuoversi significa far riportare alla luce anche le cicatrici che è giusto che abbiano, sperando che la vita non gli faccia troppo male.

Fa che abbiano ricordi, perché così potranno chiamare la loro vita, vita, l’unica cortesia per i grandi, fa che nessun genitore sopravviva mai al figlio, perché questa cosa dovresti considerarla un crimine contro l’umanità. Così sia, perché così dovrebbe essere.



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Pubblicato su: Informare per resistere


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