Per la Bandiera - gli Angeli di Giovanni Falcone

Ligabue nel video de: ho messo via

Stai ascoltando una canzone, ti piace, come un germe si insinua nella tua anima e si rannicchia tra le colonne sonore cui associare un momento della tua vita. Il tuo piccolo microcosmo emozionale è più ricco. La musica è un defibrillatore, scuote, aiuta identifica. Anche le canzoni belle le ascolti con fatica se ti ricordano chi non c’è più.

Ci sono quelle che nascono con una direzione. “ho messo via” di Liga era una canzone d’amore, poi gli morì il papà e l’amore generico divenne quello di un figlio che la dedica al padre. Ci sono quelle canzoni che nascono a tavolino, perché il cantante interpreta il mestiere come lavoro d’ufficio e si circonda di professionisti che creano musica a comando. C’è buonanotte fiorellino, la canzone di Francesco de Gregori, che molti credono una canzone d’amore e invece è un addio alla compagna morta in un disastro aereo, sempre amore è ma si tratta di un elogio funebre e chissà quante fidanzate, mogli e compagne varie si stanno già adoperando in scongiuri se gli capita di leggere queste righe. 
Enrico Ruggeri in concerto

Ci sono canzoni che ti entrano nella pelle per un momento particolare e non ti lasciano più. Quando morì mio padre scrissi alla mia icona musicale, Enrico Ruggeri, gli raccontai dei versi di una sua canzone, “la vie en rouge”, i cui versi iniziali erano stati di lenimento di dolore alla morte di mio padre, stampati a fuoco nella mia memoria: narrano di un padre e di un figlio che si recano al parco: “lungo il viale così lontano, la mano piccola nella grande mano, e chi dei due guidava l’altro, io non so dirtelo”, dopo queste righe, piene di ammirazione per un cantante che aveva scritto una poesia con cui ho accompagnato mio padre per l’ultima volta, è nata una amicizia sincera con lui, con piccoli dolcissimi gesti. Ne ricordo ancora uno in particolare, un giorno gli portai mio figlio per farglielo conoscere, eravamo alle prove, mentre tenevo in braccio il cucciolo, lui fece partire le prime note della canzone, la particolarità non insignificante era che “la vie en rouge” non era nemmeno in scaletta di concerto, venne fatta comunque. Ma se la canzone è ammessa al circolo privato del tuo essere a te non importa da dove venga e di chi sia figlia. 


Però è più bello sapere che è nata per caso, in nome di qualcosa che ha colpito il cantante e gli ha fatto mettere le note in fila come guidato da un angelo. Poi ci sono le canzoni che anche chi canta per professione sente davvero sue. In pubblico le canta a fatica, non ce la fa, è troppo forte anche per lui. Lo stesso Ruggeri non canta quasi mai “vorrei” una canzone in cui esprime il suo amore in maniera insolita, dicendo che vorrebbe la persona amata accanto al momento in cui sta per morire.


Nel 1992, il giorno dopo la strage di Capaci Gaetano Curreri ha scritto una canzone, dedicata agli uomini della scorta del giudice Falcone. Si chiama “per la bandiera”, descrive tutto l’amore che ci vuole nel rischiare la propria vita in nome degli ideali che spesso si trasformano in niente, solo in una bandiera. Non ce l’ha fatta a finirla, l’ha completata Guccini con Saverio Grandi. Troppo forte l’emotività che gli generava, sentiva dilaniarsi il cuore al pensiero della fine per sè stessa dilaniante dei ragazzi uccisi da una mafia e da un senso del dovere che non è bastato a fargli da padre, non quel giorno, non per chi non ne ha avuto rispetto


Il destino di questa incompletezza emozionale è destinato a ripetersi: 23 maggio 2009, Gaetano è sul palco a Palermo, sotto i compagni degli uomini della scorta fatti a pezzi nella strage di Capaci. Gaetano canta, guarda, giù, sorride, è un attimo. Per dimostrargli il loro affetto gli uomini in divisa salgono su e lo abbracciano. Per la seconda volta la canzone si trascina, va a fatica, viene finita a stento. Le lacrime sono ostacoli malinconici e gradevoli dell’esprimersi..le canzoni sono un veicolo emozionale ottimo quando le gambe non ci reggono.


Antonio Montinaro 30 anni di Calimera (Le), arruolato in Polizia nel 1981 e assegnato al servizio scorte nel 1991 dopo essere stato in forza per alcuni anni alla squadra mobile. Lascia la moglie e due figli. Vito Schifani 27 anni di Palermo, arruolato dal 1989 e assegnato al reparto scorte nel dicembre del 1991. Lascia la moglie e un figlio di pochi mesi. Rocco Di Cillo 30 anni di Triggiano (Ba). Diplomato in chimica industriale e arruolato dal 1988. Aveva partecipato ad un corso speciale ad Abbasanta in Sardegna.
l'album degli Stadio dove è contenuta "per la bandiera"
http://beneficiodinventario.blogspot.it/p/tutele-di-legge-creative-commons.html 

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