Rifletti






L'uomo si differenzia per un fattore determinante dagli altri animali. L'intelligenza contenuta in una custodia chiamata cervello.
L'intelligenza è un mezzo per vivere che presenta tanti optional, così tanti che nemmeno i possessori dalla stessa riescono a scoprirne tutte le potenzialità, a volte non basta una vita intera.
uno degli optional principali è la capacità di riflettere, per natura l'uomo dovrebbe essere un animale riflessivo.
Anche io per mia natura rifletto, ma nonostante inviti tanta gente a riflettere con me, spesso davanti a me vengono messe a nudo le parti peggiori, o vengono preparate recite a uso e consumo di altri. vedo te, ho cercato tante volte di farti vedere la tua anima a nudo, ma non ci riesco, metti troppe barriere e chi mette le barriere lo fa per proteggersi. 

Io guardo attentamente i tuoi occhi di ragazzo che troppo presto vuole farsi uomo. Questo può essere giusto e comprensibile, ma non è con la tua violenza che proteggi te stesso e il tuo mondo. ma fai anche di peggio, perché ragioni come le grandi nazioni che hanno paura e che fanno vivere nella paura. hai fatto tuo il concetto di guerra preventiva. 

Tu colpisci e colpisci forte ogni volta che qualcosa non ti è chiara. Ecco perché io rifletto e ti invito a riflettere, ma tu poi vai via e giudichi più sbrigativa e facile la strada delle mani che quella dell'intelligenza. ma non capisci che questa strada è comoda fino a che credi di esserne padrone, ma se arriva un bestione più grosso di te, anche lui non riflessivo, tu passerai da carnefice a vittima, il gioco continuerà con un altro ruolo.

Vedo anche te che invece in questo momento sei vittima, ma forse non per molto, adesso sei quì a piangere perchè il branco, ha fatto scempio di te, non solo fisicamente che sarebbe il meno, è più l'umiliazione che brucia, il tuo serpeggiante sospetto che ti hanno preso di mira e che difficilmente qualcuno ti aiuterà, il tuo è un odio sordo, ma che non trova strade. se non venire a piangere davanti a me, con una messe di grumi violacei. Ma non sono quelli che ti fanno male, ti fa male l’averti negato l’innocenza, che a quest’età non è un diritto, è un dovere, negarla equivale a uccidere, toglierla è mutilare.
Che ne sarà di voi, dei vostri stati d'animo in conflitto? forse ci sarà un modo salvifico di uscirne, o forse farete della vita la vostra palestra, tu continuerai in un gioco che forse un giorno vedrà come bersaglio tuo figlio o tua moglie con cui non saprai tenere le mani a posto, ma sarai anche egoista coi deboli, quasi ti faranno schifo tutti coloro che non sono in grado di affrontare la vita con la stessa veemenza che hai tu. 

Ma hai ragione, questo mondo non fa per i perdenti, anche se io, trovandomi dentro un ambiente scolastico da quando sono nato, ho sempre trovato più interessante chi perde o chi vince mettendoci davvero l'anima.

Ho ammirato Ettore, eroe troiano che doveva farsi il mazzo per salvare la sua città, che alla fine tornava malconcio ma aveva salvato le mura, mi piaceva più di Achille, invincibile e irritante, spocchioso e sicuro di sé. Anche Achille era un bullo, con la sua sicurezza di essere un semidio.

Costrinse Ettore ad accettare il suo modo di lottare e lo massacrò, Ettore dovette accettare per quella pomposa parola che si chiama dignità. Una sfida faccia a faccia, salvo rimetterci.

Questa sfida l'hai proposta anche tu alla tua vittima, che ha accettato di battersi per provare a tutti di non essere una femminuccia (eufemismo, gli avete detto molto di peggio sulla sua virilità, vi ho sentiti). lo avete circondato, certo Achille era uno stronzo , ma almeno è andato da solo e ad armi pari, lo avete riempito di botte e di ingiurie. Poi siete venuti a farvi belli e a raccontare il vostro gesto quì dentro, mi avete guardato e ridevate, il capobranco si è aggiustato i capelli e ha accennato le parole di una canzone di Vasco Rossi, dove si parla di "generazioni di sconvolti che non hanno più santi nè eroi".
La mia sorpresa è stata nel vedere entrare qui dentro anche la vittima, che per farsi coraggio ha cantato alcuni versi dello stesso Vasco. "mi ricordo che mi si escludeva, prima a scuola sì e io non ero mica nato lì e mi ricordo che non si voleva neanche quelli brutti come me...avanti così facciamo due comunità diverse.." allora ho riflettuto e ho capito.

Ho capito che il vero duro era lui, chi sopportava senza il conforto di nessuno, il padre magari sa dirgli che deve imparare a difendersi, chi si porterà dietro queste cicatrici che per chi lo ha picchiato saranno solo labili ricordi. Ma ho anche capito che non siete diversi, se amate lo stesso cantante non potete essere diversi. io non dò la colpa al mondo se siete così, non voglio parlare di fenomeni sociali che si autoalimentano, più ne parli più qualcuno domani sarà ancora vittima e carnefice, non voglio parlare dei nostri tempi, visto che cose simili stavano scritte anche nel libro cuore (che è quasi mio contemporaneo, visto che ho attraversato due guerre e non sono per niente arrugginito). Il vero duro è chi sopporta, è chi domani si farà una famiglia e sarà un miracolo se amerà il proprio figlio senza paure di mandarlo in giro, chi ha esercitato pazienza perché più fragile fisicamente.
Ma penso anche a te che hai picchiato più di tutti, che credi che il mondo è dalla tua parte anche quando distruggi o prevarichi, lascia che la tua rabbia si spieghi a parole, prendi proprio esempio da Vasco, è stato maltrattato, era un ragazzo fragile e emarginato, trattato male, ma ha capito che la vera vita sta anche nel fare il padre e nel dire quello che non gli va. 

Quante persone credi potrebbe convincere Vasco, se invece di cantare a tutti insieme in uno stadio le prendesse a pugni una per una? A chi potrebbe far capire davvero quello che prova? perché non fai un tentativo? Parla con chi hai picchiato ieri, scambiati opinioni con lui, provate e decifrare quello che vi si agita. se proprio devi picchiare fallo per una giusta causa. Ti assicuro che difendere un debole da un pestaggio, anche concretamente, fa sentire molto meglio che essere tu quello che gli fa del male.
Siete uguali, avete gli stessi dolori, le stesse angosce, genitori che non vi comprendono come vorreste o che non vi abbracciano quanto dovrebbero, o troppo apprensivi. Avete solo una mole diversa, diverso modo di vedere il giorno e diversa paura di affrontare la vita.

Domani prima di andargli contro pensa a questo. rifletti, puoi farlo, riflettete, potete farlo. lo faccio meccanicamente da tempo anche io, ma sono solo lo specchio del bagno della vostra scuola. 

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