Guida turistica




Vedi figlio mio, il termine è improprio, quelle non sono lapidi. Ti hanno informato male. A scuola ti hanno insegnato una cosa sbagliata. In altre città ci sono le lapidi. Ricordano condottieri, battaglie e uomini illustri. Ma questo monumento non è una lapide. Già come figura ricorda qualche altra cosa, ma anche la sua funzione è diversa. Amore mio, Palermo è una città stupenda, come una donna che fa voltare gli uomini a guardarla, anche se non più giovanissima. Però come tutte le femmine ipercorteggiate è distratta da troppe cose. Chi la invita a feste, chi la seduce e la possiede e il giorno dopo sparisce, chi la mette su un piedistallo solo per poi chiederle soldi per essere mantenuto.
Questuanti che Palermo pur di non restare sola, col tempo ha imparato a sopportare e accogliere. E più va avanti con l’età meno bada a chi la ama davvero, manco se ne accorge dei corteggiatori discreti, di chi fa gesti piccoli, o dice frasi dolci ma sottovoce, senza volgarità. Questa gente non può competere con i caciaroni in fuoriserie, i palchi vip del teatro, i regali costosi e mai disinteressati. Lei comunque da retta a tutti, solo che essendo svampita è un po’ anche smemorata. Tra tanta gente che si presenta alla sua porta ha bisogno di ricordarsi con chi sta a parlare.
foto di Riccardo Zacco - www.riccardozacco.it
È costretta a tenere una agenda, un altra però che già una rossa se l'è persa visto che è distratta, pensa che non era nemmeno sua. Non per cattiveria, l’età avanza, la bellezza sfiorisce ma ancora funziona, lei piace ancora e tanti ancora si tuffano sul suo seno prosperoso. Il tempo che passa lo vede dalle piccole smagliature, allora comincia a ripensare a chi la ama veramente, vorrebbe riprendere i contatti, specie con chi per lei ha dato la vita e si è battuto per liberarla da gentaglia interessata. Ma troppe volte ricasca nei vecchi vizi e riScorda, che è un neologismo che sintetizza l’oblio del ricordo, riscordare, la s leva valore al ricordo e reitera lo sbaglio. Quando le dimenticanze sono troppe e la nostalgia per chi la amava davvero e adesso non c’è più è fortissima, allora si alza dal letto, asciuga le lacrime a va a prendere la sua agenda. A quel punto va alla pagina, che so, 19 luglio 1992 e ci trova segnati appuntamenti a cui non si è presentata, orari in cui diceva che sarebbe venuta, con scritti i nomi degli innamorati a cui aveva promesso un bacio. Ecco figlio mio, ricorda: queste non sono lapidi, sono incontri segnati in rosso, ritardi colpevoli di troppa vanità, rossetto sbiadito per non essere voluta uscire con chi l’aspettava con rose e promesse di amore eterno. Sono perle cadute dalla collana di una donna poco attenta a chi la amava più di se stesso. Sono cicatrici, operazioni al cuore sempre più malandato, che vorrebbe ancora essere giovane e attraente. Ma chi la amava non torna più. 


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