Lezioni di bassa lega





I morsi di chi ti ama restano conficcati più dei baci
Non ascolti suoni che non siano ricordi.
Non sai che fartene di un giorno che si spegne, senza una cornice adeguata.
Scalci. Pretendi che la vita sia più giusta. Agiti un vino che non berrai
Perchè nessuno lo divide con te
La tua sofferenza è nella costellazione delle altre, non pretendi però che sia la stella più      brillante.
Perchè sai che certe stelle più brillano più stanno male, e quando qualcuna brilla a te scatta il rispetto.
La vergogna per osare solo paragonarti. La miseria del tuo guardarti le scarpe.
La miseria di chi non salta su mine antiuomo
Di chi non impiega giorni per prendere un secchio d’acqua
Permettersi che la propria pagina di vita soffra di onde di cuore
e non di quelle che sbattono un gommone di clandestini alla deriva
Senza paura di un militare, un regime, una ingiustizia che ti bussi alla porta
Quelle stelle brillano e accecano
L’ingiustizia ha un lampo di verità devastante
Puoi definire quello che ti accade con vocaboli roboanti
“Oggi non mi partiva la macchina, una tragedia”
“Lei mi ha lasciato, non puoi capire”
Tragedia è non poter capire, fortunati nello spenderle a vuoto, queste parole
Senza una tragedia o un dramma incomprensibile che le riempia.
Eppure chi subisce le vere tragedie ogni giorno
Trova tempo per contrarre i muscoli facciali
In una espressione che non sembra grottesca, come dalle nostre parti
Si chiama sorridere

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