Ciao Stefano

Stefano Borgonovo è morto. Con lui va via una parte del cuore dei ragazzi che giocavano a pallone per strada, quelli come me, che a 40 anni, se lo rifanno sotto il sole rischiano l'infarto. Credo non sia un caso che si sia spento oggi. Uno dei luoghi comuni sui calciatori è che sono tutti viziati, oppure straparlano e pensano solo ai soldi, in più oggi un giocatore ha toccato il fondo dovendosi scusare per quello che aveva detto sul Giudice Falcone, Miccoli, la cui vicenda mette in luce pessima la classe pedatoria . La gente è abituata al divo di facciata che gioca in serie A, non sapendo che per tanti, anche per persone che non hanno potuto studiare il calcio è stato sopravvivere. Oppure sfuggire alla mafia, alla camorra, alla n'drangheta. Stefano ha avuto una bellissima carriera, da calciatore, ha giocato con Baggio, che gli fece fare tanti gol, ma si sa, anche un sasso se gioca con Roberto Baggio va in doppia cifra. Stefano Borgonovo non era un sasso, era molto bravo, qualche presenza in nazionale, gol importanti col Milan. Un sasso lo è diventato dopo, quando la SLA, la sclerosi laterale amiotrofica lo ha aggredito. Come ha azzannato molti suoi colleghi. Penso a Signorini, altro uomo di spessore. Stefano non si è arreso, si è sempre battuto per non cedere a questa malattia, la chiamava "la stronza". Nonostante sembrasse proprio che il calcio fosse diretta conseguenza della SLA, lui questa teoria non l'ha mai accettata, al calcio era grato, per tutto quello che gli aveva dato. Lui si sentiva solo debitore.
Ciao Stefano. Ti ricordo ancora a Firenze per una partita di beneficenza, portato in campo da Baggio, che per una volta ti ha fatto da scudiero, come solo i grandi uomini meritano. Adesso quello che si può fare è non lasciare sola Chantal, la moglie, che gestisce la sua fondazione per la ricerca contro la SLA, per donare si può fare anche attraverso il 5 per mille o con cifre anche simboliche. Il sito è www.fondazionestefanoborgonovo.it, Io volevo un bene indiretto a Stefano, perchè fisicamente mi ricordava Roberto, un mio amico che si chiamava proprio come Baggio, che ho assistito durante il servizio civile a Catania nel '96, anche lui ex calciatore, malato di Sclerosi Multipla. Ora sfidatevi lassù ragazzi. Ve lo meritate il paradiso. O qualunque cosa sia, di buono.




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