Monetine


Oggi saluto un mio amico, parte per un viaggio a metà tra il lavoro e l’esperienza di studio. Non è tanto il saluto in sè a far male, anche salutarsi è lacerare le parole che restavano da dire. Salutarsi per lunghi periodi è una vendetta atroce. Ti si presenta il conto di tutte le volte in cui ti sei detto “c’è tempo per vedersi”. 

Se teniamo stretto troppo a lungo chi non possiamo, lo sgualciamo. Lo rendiamo più molle alla vita, magari gli facciamo sbagliare vagone e tempo. Non facendogli seguire l’istinto.

È che capisci che per crescere devi lasciar andare, un apprendimento continuo di abbandoni che facciamo e ci fanno subire. Non salutarsi significa non evolversi, non provare a uscire da un ventre. Qualsiasi esso sia, amici storici, amori, vita. Dobbiamo salutare e portare quei pochi spicci che teniamo in mano. Gli addii costano tanto, troppo, sempre.

Costano così tanto che in mano ti ritrovi, qualche foto, l’impegno che ci si è messo nel vivere un pezzo di strada insieme, le belle cose che si è riusciti a fare e la dannata convinzione italica che nessuno è profeta in patria, restano anche poche monetine. Tra quelle c’è n’è una con una testa e una croce, per rigiocarsi tutto, augurarsi buon viaggio. Salutare e ricominciare.


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