Face to facebook

 Pensavo che le lotte intestine ormai nella mia vita fossero solo quelle che ho nel momento dei miei bisogni fisiologici. Ho, mio malgrado notato come Facebook sia come Beautiful, una immensa telenovela con sviluppi, intrecci, cospirazioni e modalità che perfino Shakespeare se le sogna. In tanti e ogni momento subiamo revoche di amicizia o richieste di alleanza contro questo o quello, reo di averci bannato. Ho smesso di credere che le persone abbiano una vita reale, se ce l’hanno ormai la aggiornano e la postano in tempi da record che nemmeno un giornalista della Cnn con i reportages mentre i missili gli arrivano vicino al culo.
Inevitabile a volte incuriosirsi dei fenomeni e dei sommovimenti d’animo, altre volte chiedersi perchè tanta passione nociva nelle relazioni umane su questo social network. In fondo poi per fare i fighi, tutti affermiamo che ci stiamo solo pochi minuti al giorno.
Ovviamente tutto questo è scritto per scherzare, almeno un volta non prendiamoci sul serio.
Ho letto e visto molti articoli sulla cosidetta “netiquette”, ovvero il comportamento da tenere, posso provare anche io a fare il profiler, cioè provare a descrivere le tipologie di soggetti che orbitano tra le pagine in cui mi muovo anche io o che ho incontrato nella mia attività di scrittura e di giornalismo (dico subito che non ci sto pochi minuti al giorno, rispondendo che ho una vita reale, ma che nella mia vita reale, come in quella di molti, fb è presente. Punto). Posso dire con orgoglio che ho quasi sempre utilizzato Facebook per veicolare la mia passione di scrittore. Non mestiere, passione. Ho sbagliato a volte gli approcci con le persone, spesso ho sperato che la mia pagina fosse come un caffè dove ci si incontrava, salvo poi ahimè, dover mettere paletti.

IL TUFFATORE - se hai una pagina abbastanza seguita lui viene, spesso per due motivi fondamentali, o deve rimorchiare e magari setaccia la pagina abbastanza frequentata, o deve farsi pubblicità per qualcosa che promuove lui, una pagina, un libro, un prodotto, se stesso. Insomma è un tuffatore, perchè non apprezza la tua pagina in quanto tale, ma perchè è un ottimo trampolino per le sue cose.
Le sbatte in bacheca o nelle repliche dei post.

IL GIUDICE SEVERO - di norma non scrive, non vive, non esiste, non produce. Non fa nulla di significativo. Normalmente è già un vecchio trombone pur avendo trent’anni. Vive di luce riflessa e mogia, si palesa quando deve farti notare un errore ortografico o un concetto sbagliato, se invece hai scritto e postato l’apoteosi della perfezione lessicale, sta zitto e buono. Ubbidendo alla regola che lodare e apprezzare è segno di altruismo, criticare e rompere le balle è fortemente egocentrico.

IL DETRATTORE - non ti apprezza, non ti stima, non gli piace quello che dici, quello che fai, come lo fai, perchè lo fai (il primo che attacca la canzone di Masini si prende una roncolata…), ti trova banale, stenta a capire perchè tu abbia una pletora di persone che ti seguono, è convinto che tu abbia manipolato le povere menti di centinaia di persone autoconvincendole a seguirti. In più se rispondi alle critiche fatte sulla pubblica piazza sei uno “che non accetta il confronto”. Tu non vai mai nella sua pagina, non lo critichi, non lo tocchi, non lo aizzi, semplicemente non lo apprezzi o non ti piace. A lui nemmeno tu piaci, ma misteriosamente lui da te c’è sempre, perchè? Masochismo? Mah.

LA PROSTITUTA - inteso in maniera ironica, chiamasi così quel soggetto che pur di avere buoni rapporti con tutti, dà ragione indistintamente a chiunque. Si piace e si ammira molto, apprezza che ci sia su di lui questa “ammirazione trasversale”, di solito quando scoppiano i casini o è quello che ordisce le trame per uscirne pulito, oppure è colui che spalleggia entrambe le posizioni. Questo tipo di persona è quella che nella vita io evito accuratamente. Odio cordialmente a pelle chi si mette al di sopra delle parti, per me l’amicizia è come il kamasutra, bisogna sempre avere una posizione. Ovviamente questo non riguarda quando a litigare sono due amici, in quel caso chiunque dovrebbe solo conciliare per il bene di entrambi.

IL TAGGATORE - attenzione, non è colui il quale tagga amici e parenti, o l’universo creato, per foto ricette e giornate al mare, oppure per illustrare via fb la sua operazione alla cistifellea. La categoria è più subdola, almeno per chi scrive e pubblica articoli. Si tratta di quelle persone che scrivono racconti, pensieri, idee, anche belle, anche condivisibili. Il problema è che lo fanno per pochi eletti. Che taggano a iosa. Ovvero chiamano a sè. Gli chiedono di leggere quello che scrive. Il risultato è che se tu non leggi si offendono, se leggi devi mettere “mi piace” e commentare. Il problema del taggatore è che non si scommette al di là del recinto. Chiama a sè solo quelli che leggeranno e commenteranno senza troppa acredine. Scrivere o pubblicare davvero credo sia un’altra cosa, stavolta lo dico anche con presunzione. A volte bisogna potersi prendere i vaffanculo a cielo aperto per quello che si afferma. E vi assicuro che me ne sono presi parecchi e non solo quelli. Ma il mondo fa meno paura di quello che si pensa. A volte.

COMPARE TURIDDU - categoria davvero di stile, uomo o donna che sia, vuole che tu affronti i duelli in pubblica piazza. Se ha qualcosa che lo fa rosicare nei tuoi confronti, l’onta va lavata col sangue davanti a tutti. Anche qui, come nel caso del detrattore, qualsiasi cosa tu dica o faccia a tua difesa non vale, non accetti il confronto. Se lo preghi di evitare di contarsi reciprocamente i peli del culo di fronte ad almeno 600 amici, quando va bene, ti accusa di codardia, devi replicare in pubblico, devi essere freddo e rispondere con lo stesso sarcasmo, misurando le parole perchè ti aspetta pure al varco. Ogni tentativo di evitare è vano. Se ti difende qualcuno dei tuoi amici intervenuto nella discussione, il minimo che ti capiti è sentirti dire che hai il tuo fan club sempre pronto a spalleggiarti. Solitamente va in parallelo con il detrattore, a volte è solo un detrattore borderline.

IL COSTRUTTIVO - categoria che amo. Colui il quale pur non essendo totalmente d’accordo con quello che dici ti apprezza, tu apprezzi lui, ci si scambia alti concetti e idee, proposte di orizzonti migliori e a volte se ne esce più ricchi o con proposte di future collaborazioni. Non di rado alla fine si diventa amici. Veri. Non solo su Facebook.

IL CAVALIERE IMMORTALE - il nome è preso dal film “300”. Dove un esercito di uomini senza volto nè anima, andava contro gli spartani. Su Facebook il cavaliere immortale svolge proprio questa funzione, non sai chi è, non sai cosa fa, non agisce sulla tua pagina ma passa . Si va dalla semplice spiata fine a se stessa, si giunge al venire sulla tua pagina per vera e propria delazione, riferire a qualcun altro che tu credi di aver eliminato bannandolo. La sua funzione è semplice, farsi un giro delle bacheche con cui interagisci e poi venire nella tua, a volte è tuo amico e razzola indisturbato tramando alle tue spalle. Altre invece può solo girare intorno ai post pubblici e riferire di quelli. Ricordando vagamente un avvoltoio che gira sulla carogna. Ti accorgi di lui perchè, quando sei convinto che non esista e lo elimini dalle tue amicizie o lo banni, due nanosecondi dopo ti ha inviato un messaggio rancoroso, unica testimonianza della sua esistenza. Sublimi in questo caso sono le scuse. Tra quelle più belle che ricordo, quando mi venne detto subito dopo aver tolto l’amicizia a una persona: “non passo mai dalla tua pagina e ho visto CASUALMENTE oggi che non siamo più amici”. Erano passati cinque minuti da che lo avevo fatto fuori.

L’OFFESO - non vi siete mai visti nella vita reale, mai conosciuti, non un caffè, non un gesto, non una parola. Non una chat di sfogo, nulla. Però se osi limitargli l’interazione nella tua pagina se lo segnerà a vita, come un parente mai più invitato a un pranzo di Natale.

IL DISCRETO - altra categoria bella. Anche loro, come i cavalieri immortali passano senza farsi notare. Contrariamente a loro però, il loro passaggio non sa di fetido, ma di dolcezza e olezzo di verbena. Il discreto arriva, legge, spesso per timidezza non commenta. Se ti nota triste in qualche post ti manda un messaggio di poche righe in cui ti sta vicino. Altrimenti condivide la felicità con te. Ti apprezza, gli sei caro. Ma senza essere invasivi. Non ti chiede nulla. Se non di continuare a scrivere perchè gli piace svegliarsi e trovarti. E a "vederli-non vederli" il cuore si riempie un pochetto.

IL POLITICAMENTE IMPEGNATO- le sue battaglie, o crociate politico-sociali non lo vedono in piazza, non lo vedono esporsi mai. Non fa nulla che lo renda visibile a se stesso prima degli altri. Semplicemente mette post con link visti e stravisti, convinto che siano slogan politici originali, ma soprattutto ti smarrona continuamente mandandoti petizioni inutili via messaggio che non servono a una beneamata mazza.

L’AMICO VERO - categoria spinosa. Siete amici su Facebook, ma ciò che più conta siete amici nella vita reale, da anni. Quelle amicizie che ormai si trascinano per tempo e per infanzia. Quelle in cui in teoria non bisogna lottare più di tanto per avere un ruolo nelle vite reciproche. Il fatto è che nonostante Facebook avvicini i lontani, spesso allontana i vicini. Ritrovi amici che non vedevi da secoli, ma quelli che avevi da una vita pensano che basti un “mi piace” per esserti accanto, poi continuare a pensare ai loro cabbasisi. Ed ecco che uno strumento utile a socializzare, sfilaccia rapporti esistenti.

L’AMICO FINTO - avete parlato su Facebook, tanto, vi siete confrontati, ma non vi siete mai frequentati, eppure per lui è come se aveste diviso il sonno da piccoli, attestati di amicizia solenne, spergiurate di fedeltà col sangue. Durano poco generalmente, il tempo di conoscersi davvero e di presenza...al primo anelito di vento di Bora finisce tutto com'è iniziato, ma in tragedia.

IL FASCINOSO - poche frasi ma ben dosate, foto che spesso non corrisponde alla persona, citazioni dotte e forbite su musica e arte. Un personaggio virtuale, che se invitato al bar spesso declina. Chissà perchè. Quasi un fake...

N’DO COJO COJO - questo è facile, è colui il quale gira tutte le bacheche con intenti che al confronto un rimorchiatore di transatlantici è un triciclo.

LE COPPIE - amore-odio di chi vive il social network. Vivere in coppia su fb è un diamante dalle mille sfaccettature. Specie se entrambi si vive il social con una esposizione e un seguito. Di base non sai mai come replicare. Se intervieni nel post della tua amata/o, ti trovi a dover scegliere, rischi di apparire melenso o patetico se scrivi “amore mio”, metti in piazza i panni o difendi la relazione. Spesso le coppie vivono anche il problema di non essere amici su Facebook per non fare ingelosire l’altro. Di base non c’è una regola valida, visto che prendersi troppo sul serio non è mai bello. L’ideale è buttarla in vacca, magari abbozzando una sorta di “casa Vianello”, una sitcom gradevole in cui si mettono in piazza i panni che si desidera esporre. Poi se tutto finisce è la vita. La noia è solo che quando cambi il tuo stato su Facebook da “impegnato” a “single” è peggio di una processione di condoglianze ipocrite sulla tua pagina. In fondo che una storia sia finita o meno, su Facebook non dispiace quasi a nessuno.
Anzi, gli avvoltoi tornano a volare bassi.

LO SCRITTORE SPOCCHIOSO - è prolisso, ridondante, retorico, con uno stile poco piacevole, si circonda solo di gente che lo approva e ha un suo fan club che non osa contraddirlo. Inventa storie non vere e le spaccia per tali, si vanta di avere un cuore grande ma è un cialtrone. Fa il piacione, si sazia dei bei commenti del pubblico, non deve permettersi di sindacare su quanto vendono I colleghi visto che lui scrive gratis. Non fa altro che scrivere storie che portano solo a una gloria effimera. Fa il fenomeno vantando qualità che nella vita reale non ha. Infatti è pessimo, non fa che dare poca soddisfazione a chiunque gli si accosti e ne va anche fiero. Si pasce di quest’aura di bello e maledetto, anzi solo maledetto, perchè bello non è proprio. Vive incapace di dare una direzione soddisfacente alla sua vita ed è molto deludente quando lo si conosce come persona, rispetto a quello che scrive, questo è quanto mi è stato detto da quando scrivo sul web, come commenti negativi. Pertanto se volete trovare qualche altro difetto originale, ve ne sarei grato. Non avete che da accodarvi e accomodarvi. Io ho solo un pregio che condivido con chi scrive di cose serie non prendendosi troppo sul serio, sbaglio con la mia faccia e mi espongo altrettanto con quella, di certo non scrivo di uncinetto, con tutto il rispetto per “Confidenze e punto croce”. Ma di ben altro.
Come si vede in pubblico e in piena luce. Ma mi ci schiaffo anche io tra le categorie, in fondo è un mondo di guitti che credono di essere fenomeni.

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