Il teorema di Santa Rosalia

La camera dei Deputati non chiude I battenti, almeno così paventa la Boldrini. Nella speranza che questo non significhi pagargli gli straordinari, apprendo che la decisione è stata presa per emanare al più presto la legge sul femminicidio. Nel frattempo un avvocato quarantacinquenne di Verona ha appena ucciso la sua compagna, tanto per gradire l’ennesima vittima.
Bisogna fare in fretta, è vero, è un fenomeno in crescendo quello delle donne uccise, altrettanto vero. Peccato che non sia un fenomeno recente. È questo l’imbarazzo. Nel 2007 il Ministero degli Interni emanò una relazione quadriennale. Un consuntivo dei reati consumatisi nel quadriennio 2003 - 2007. Il relatore diceva espressamente che “le fattispecie omicidiarie in numero più ampio si consumano in famiglia, dentro casa si uccide e si ferisce più di Mafia, Camorra, N’drangheta e Sacra Corona Unita messe insieme”. Morale: sono più di dieci anni che si conosce il fenomeno della uccisione delle donne dentro le mura domestiche, ma è diventato trendy adesso parlarne, tanto da non chiudere le camere mentre si è con l’acqua alla gola.
Ophrah Winfrey, presentatrice televisiva statunitense che per sua stessa ammissione guadagna 28.000 dollari in mezz’ora di lavoro, ha raccontato in Tv che recatasi in un negozio di borse a Zurigo, si sarebbe vista rifiutare di aver mostrato un articolo molto costoso. Alle sue rimostranze la commessa avrebbe detto: “è davvero cara, non può permettersela”. La presentatrice non si è lamentata per il gesto razzista o presunto tale, bensì del fatto che l’abbiano scambiata per una poveraccia, questo già di per sè non è un bel mostrarsi, in più per fare la sborona ha affermato che si sarebbe potuta comprare l’intero negozio. Quando la difesa è peggiore della presunta offesa. Non contenta, la direttrice del negozio ha telefonato in diretta durante la narrazione dell’evento, dichiarando che “l’incomprensione era avvenuta perchè la commessa era italiana e non ha capito”. Quando la giustificazione è peggiore della difesa e della presunta offesa.
Pochissimi giornali si sono invece dedicati a una notizia a lieto fine per dare spazio a queste pantomime degne di teatri peggiori. Non hanno minimamente curato una bellissima storia.
Un paio di blog italiani hanno scritto di Anna Vives, una ragazza che ha stravinto il concorso per creare il nuovo “font” ovvero il carattere alfanumerico, delle maglie del Barcellona. Anna è apprezzatissima e ha già disegnato il casco di Jorge Lorenzo e le scritte dei mondiali di nuoto. Quest’anno I Blaugrana avranno le sue scritte su nomi e numeri.
Piccolo particolare, la storia è ancora più bella e commovente se si pensa che Anna è affetta dalla sindrome di Down e ha trionfato in settori del marketing molto ambiti, altro piccolo particolare, chi adotterà il suo “font” finanzierà alcuni progetti per migliorare le condizioni di alcuni ragazzi con difficoltà di apprendimento.
Ovviamente anche qui non solo non se ne è parlato, ma si è bucata clamorosamente la notizia. Perchè se non parliamo di cose deprimenti, ovviamente, non raggiungiamo quella sindrome ansiosa da “va tutto male” che tanto ci è cara.
Tre storie, una arrivata tardi, una arrivata male e una non arrivata.
A Palermo in questi casi si dice: “solo quando a Santa Rosalia le hanno rubato, poi hanno pensato a mettere le grate”. Memori di un furto di ex voto alla Santa patrona, avvenuto perchè prima si lasciavano in bella mostra e senza protezioni, sul suo santuario.

Traduzione italiana di un concetto molto semplice. Inutile porre rimedio dopo che si poteva mettere più acume al momento giusto. 

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