L'onesto

C'è un uso improprio della parola "onestà", il suo significato va profondamente riformato. In questi tempi di lupi e bombe chimiche sui bambini. C’è l’ennesima brezza delle menzogne che ricomincia a soffiare, col suo odore marcio, quello che viene dal periplo delle risposte mancate con nome e cognome. Bologna, Piazza Fontana, Piazza della Loggia, Ustica, La strage di Brindisi, Georgofili, via Palestro, Capaci, via D’Amelio e chi più ne ha più ne ometta.

Onesto non può essere solo chi non ruba e educa I figli a non farlo. Non basta più il non fare, bisogna muovere quei muscoli che insegnano a camminare nelle piazze, non basta più essere onesti alla domenica in chiesa, quel giorno non odora più di libertà.

Il sollievo non è l’annullamento della propria vita. L’unico potere in mano all’essere umano non può essere più uccidersi, il libero arbitrio non può essere più un affluente dell’uccidere qualcun altro. 
Non basta condurre una vita morigerata, pregare un Dio che ci chiede di guardare al cielo e non fa guardare il barbone disteso sull’asfalto sotto di noi. 

Solidarietà non deve essere una condivisione sui social network, se non sappiamo che fantasmi ha il nostro vicino di casa. Onestà non è lasciare soli i pochi che per un vero senso dello Stato continuano anche per noi a fare battaglie silenziose. 

È un tempo che fa paura anche ai lupi. Così vogliono farci credere. 
Non basta più essere onesti e basta. L’amore non può più essere una forma di generosità verso pochi esseri umani. Non è più corretto pensare che essere onesti è non far male a nessuno, quello lo fa anche chi vegeta, bisogna fare il bene, possibilmente di più persone. Onestà è non licenziare un lavoratore per mero calcolo fiscale, tanto c'è la crisi che giustifica tutto. 

Onestà deve essere un passo dietro l’altro, un pasto dietro l’altro per chi muore di fame, un piede accanto all’altro, persone accanto ad altre, con occhi che vogliono riprendersi una dignità diluita dalla crisi che ci è imposta da un tiranno che non ha nome ma ha mille facce. 

Chi vive da questo lato della barricata, si alza ogni mattina con una acidità di stomaco che sa di indignazione. Abbiamo tutte le risposte. Tanti di noi sanno i mandanti, gli esecutori, i killer di questo sfascio che viviamo credendo di essere ancora liberi. Ma se non viene detto da un giudice o da una Tv, nessuno è colpevole.


Onestà potrebbe avere un sinonimo in rivoluzione, ma fa paura dirlo.

Photos by deviantart 


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