Attenzione alle sfumature

Tempo fa ascoltavo un mio amico, cantautore famoso, che presentava un suo libro. Nella trama un uomo aveva apparentemente provato a suicidarsi.
Inevitabile che la platea facesse domande su cosa lui pensasse del gesto di togliersi la vita e come giudicava chi lo faceva.
Le sue parole mi trovarono pienamente d’accordo, si riferì allo sconforto di molte persone in questo momento di crisi, disse che uccidersi è un gesto egoista e di sconfitta al tempo stesso. Il trionfo del libero arbitrio che porta solo autolesionismo e dolore a chi resta. Un gesto forte ma atroce per chi lo subisce, parenti, amici, figli soprattutto.

Disse qualcosa che mi fece riflettere: “solitamente, chi ha intenzione di uccidersi, raramente lo dice. Raramente avverte con squilli di tromba, chi vi dice che è depresso e prima o poi la farà finita, raramente lo farà, se lo farà sarà quando non lo dirà più. Oppure sarà qualcuno che non l’ha mai detto, sono queste le persone a cui stare attenti, quelli che attraversano momenti molto difficili ma sembrano di buon umore, quasi insolito”. A sentire gli innumerevoli suicidi che questa recessione e questa disoccupazione stanno mietendo devo dargli ragione.

Nell’entrare nel dettaglio hanno tutti la stessa dinamica. Nessuno lo ha annunciato ufficialmente, nessuno ha detto “sono depresso, la faccio finita”. Gli amici o I parenti sembra parlino con lo stampino: “era un momento difficile, aveva perso il lavoro, non andavano bene le cose, ma non ce lo aspettavamo”. Incrociamo gli occhi di chi amiamo, di chi sappiamo non star bene per qualcosa di particolare. Che sia lavoro, che sia un dramma personale, le sfumature della vita che sfugge sono nelle pupille, sono nel loro perdere luminosità, sono nell’atteggiamento più allegro del solito quando non c’è nulla da ridere, sono nel buttarla in vacca quando bisognerebbe essere seri.

Sembra moralismo da quattro soldi, ma a volte forse salvarsi e salvare sta nelle sfumature, nel campanello che ci avverte che chi abbiamo davanti non è la solita persona che conosciamo.
Nel non mettere sufficienza in una risposta a una domanda inusuale, a volte patetica, cui rispondiamo svogliati.
Proviamo a stringerci, forse non servirà a nulla, forse chi ha già deciso di lasciarci lo farà lo stesso. Ma se gli facciamo sentire in silenzio che forse vale la pena rimanere da questo lato della barricata, fare un gesto inconsulto gli costerà molto, molto di più.
Attenzione alle sfumature di colore dell’anima, solo così si può provare a capire, solo così si può provare a dire a chi non ha più nulla da perdere che la vita non è nulla, che è un fottutissimo dono da sprecare a cazzeggiare a credere a impegnarsi, a sbattersi, amare e poi rimanerci male, a meno che il fato, solo lui, non ci abbia riservato altro. Lo so che è difficile, per chi deve dirlo e per chi dovrebbe ascoltare.
Ha ragione il mio amico, raramente chi vuole andare via lo annuncia, per cui stiamo attenti, a chi ci prova in punta di piedi.

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