I bambini mordono anche a Palermo

Cesare Bovo, ai più, potrà sembrare il nome di un toro creato per il fumetto di Lupo Alberto, invece trattasi di ex calciatore del Palermo ora al Torino.
Difensore con buona carriera, bravo a tirare punizioni e rigori. Uno affidabile.
Non credo verrà mai convocato in nazionale, ma sicuramente verrà ricordato da esseri umani più importanti di Prandelli (non me ne voglia). I bimbi sofferenti.

Il ragazzo ha donato una parte dei suoi regali di nozze per contribuire al Reparto di Malattie infettive dell’Ospedale dei bambini a Palermo, un gesto che speriamo non si perda in pastoie burocratiche facendo arrivare l’intero importo a chi ha bisogno. Credo che un gesto del genere sia fatto sapendo di avere un muscolo cardiaco come si deve e un cervello altrettanto.

Non si può dire la stessa cosa di un uomo e una donna indefinibili tra le specie umane e animali, anch’essi palermitani. Chiamarli bestie, si offendono le bestie, accostarli alla razza umana forse renderebbe più consona la loro natura di ribrezzo. I due hanno ripetutamente picchiato il figlio di tre mesi, a calci e pugni, fino a ridurlo in condizioni disperate. I medici hanno anche riscontrato che non era la prima volta. Il piccolo rischia di rimanere cieco e sordo, ai due genitori augurerei molto peggio. Del resto si sa che a tre mesi si è in grado perfettamente di difendersi, forse volevano provare la reattività del bambino. Alle domande incalzanti dei dottori hanno risposto che si è fatto male “gattonando”. Lascio qui ogni considerazione per non vomitare. Posso solo dire che in certi casi mi sfiora l’idea di pena capitale per certa gente. Ipocrita chi non lo pensa o mi fa il pistolotto del perdono.


Per confortare l’inconfortabile, però, c’è una buona notizia che demolisce I tanti luoghi comuni. Un imprenditore milanese ha dichiarato che sosterrà I costi di tutte le cure necessarie al bambino. Non sarà qualcosa che cancellerà l’orrore dalla sua mente, ma è ciò che di più vicino a un gesto da padre, questo bimbo abbia mai avuto. E poi per l’ennesima volta si dimostra che il cuore non ha latitudine, come la malvagità. Se pensiamo che le ultime due vittime di femminicidio sono straniere e gli assassini italiani, ma nessuno lo evidenzia. Astutamente.

Sarà che le storie da noi a Palermo, per colpa della mia nostalgia toccano gli eccessi dei colori della nostra squadra, si passa da un rosa delicato al nero d’inferno. Le due anime di una città perversa e magica.
Invece a Capaci, è successo un fatto tragicomico.
Il primo cittadino del comune tristemente noto come luogo di morte di Giovanni Falcone, ha emanato una ordinanza che vieta ai bimbi di giocare a pallone per strada, guarda caso tale provvedimento, viene preso a seguito delle continue lamentele della moglie, che non riesce a riposare disturbata dai ragazzini.

Proprio l’associazione di idee con Falcone mi porta a ricordare che un’altra signora vicina di casa del magistrato, scrisse al giornale di Sicilia tanto tempo fa, lamentandosi delle sirene che la svegliavano e non la facevano riposare. Da noi l’omertà si traduce con “non ho visto nè sentito nulla”, ma se è una sirena di polizia abbiamo il sonno delicatissimo.

Suggerisco ai ragazzi di obbedire alla ordinanza del Sindaco. Altresì, però di salutarlo ogni giorno, con lo stesso metodo che suggeriva Edoardo De Filippo nel film “l’oro di Napoli”. Una scena che in tanti ricordiamo. Un nobiluomo che si lamentava della presenza per strada dei poveracci che intralciavano il suo andare e venire con la macchina dal suo palazzo.

Alle lamentele dei poveri contro il Duca, De Filippo che agli abitanti del rione faceva da consigliere, rispose che per punirlo, c’era un rimedio peggiore della morte. Scandire il nome del nobile e poi fare collettivamente un sonoro “pernacchio”, quando entrava e quando usciva.

I bambini mordono e fanno male, sia che lo facciano fisicamente sia che affondino I denti nel cuore e nell’anima di chi li vede soffrire.
A volte con I gesti si può cambiare la loro vita, nel bene e nel male.
E forse un loro pernacchio, diretto a certi adulti, come si diceva nel film, può scatenare una rivoluzione. Se fatto bene.

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