Miracoli rosanero

Che il calcio facesse bene alle ossa è cosa nota. Ignoravo che anche il calcio inteso come sport avesse poteri taumaturgici. Le prime avvisaglie sono arrivate qualche giorno fa durante una partita del Palermo che giocava in casa. Al gol dei rosanero è successo il miracolo, un tifoso che fino a pochi secondi fa era in una carrozzella per disabili a bordo campo si è alzato in piedi a festeggiare. Il pubblico non ha urlato allo sdegno, ormai il palermitano doc è abituato a ogni genere di apparizioni divine. Ci scandalizziamo per uno che si alza in piedi da una carrozzella? La gente urlava: “miracolo!, il Palermo è miracoloso!”, qualcuno, più saggio gli suggeriva di sedersi pena l’arresto per truffa. Il video della bravata gira in rete e, dopo una ilarità iniziale, mette tristezza. nessuno che si scandalizzi, tutti a filmare e fotografare. Abbiamo pelo sullo stomaco così ampio, che certe scene ci scivolano come acqua sul marmo.

L’assessore alla cultura della Regione Siciliana, Michela Stancheris si è fatta fotografare in pose equivoche nella sua stanza d’albergo, postando poi tutto su facebook. I più morbosi smettano subito di ravanarsi immaginando scene di chissà quale levatura erotica. La sprovveduta aveva addosso il pigiamino di Superman. Avete capito bene, manco Supergirl, che almeno aveva la minigonna, no. Era un tutone di flanella col mantello, da cui non si intuivano le forme della donna nemmeno con i famosi occhiali a raggi x che hanno fatto arricchire i loro produttori, tramite le inserzioni nei fumetti. Non funzionavano mai. Lo so perchè me l’ha detto un mio amico che li aveva. Se osate non credermi e pensare che li abbia comprati io, vi scateno contro la mia vendetta astrale. Anche qui accade il miracolo, ma parte anche una risata grassa. Il parlamento siciliano ha reso noto che “quella foto fa vergognare l’intera classe politica regionale”, ne lede l’immagine e la dignità. E qui mi chiedo: non si sono vergognati ad avere un Presidente di Regione (più di uno?) colluso con la mafia, non si vergognano di coloro che hanno speculato sulla formazione professionale con i fondi europei, si scandalizzano per una “assessora” in pigiamone? Applausi. È un miracolo che finalmente venga fuori un minimo di sdegno, certo, col bersaglio sbagliato.

Ho sempre pensato che l’onestà in gran parte dei casi viaggi col reddito posseduto. Chiarisco: più si è poveri e più si è onesti, chi non riesce ad arricchirsi con oggi mezzo ha la faccia da autocensurato. Il film cult per chi non ce la farà mai a delinquere è “la banda degli onesti”. Un commesso a Palermo ha ritrovato 4.000 euro, smarriti da un suo cliente asiatico che si è fermato a comprare della cioccolata prima di andare all’aeroporto. Non ci ha pensato due volte, ha preso la somma e se l’è messa in tasca. Ma non per godersela tra mignotte e scommesse online. Bensì per dirigersi al primo commissariato e consegnare l’intero importo alla polizia che ha rintracciato il proprietario. Pensate quello che volete, ma anche questo è un miracolo, ogni gesto umano improntato ad aiutare lo è, l’autore non è una entità suprema, ma un piccolo dio che coltiviamo bene o male, noi stessi.

Un miracolo, infine, se lo aspetta un bimbo palermitano, che riceverà gli organi di una ragazzina dodicenne, morta suicida a Firenze. Non ha sopportato un rimprovero dei genitori per un compito non fatto e si è buttata nel vuoto, un volo di dieci metri. Un senso di colpa eterno per padre e madre, che pensavano magari già ad altro, forse a rifar pace e consigliarla per il meglio. I genitori hanno deciso che una parte della loro figlia deve aiutare qualcuno. Sono i miracoli di cui non è bello parlare, perchè derivano dal sacrificio di qualcuno che non vorresti mai andasse via. Perdere un figlio è quanto di più innaturale possa esserci. Un crimine d’anima.

Ho visto incrociarsi queste storie, come uno spettatore guarda da un’altura il bellissimo panorama compreso di porto, della mia città. A volte sorridendo, a volte piangendone sorti e lontananza. Palermo ha sempre un potere immutato. Rispecchia esattamente il colore delle maglie della squadra di calcio. Rosa come la dolcezza, i colori tenui e morbidi, sensuali, seducenti. Nero, come la morte, il buio, l’orrore, la perdizione, nero come il pizzo, inteso come biancheria intima femminile ed eccitante, ma anche quello mafioso, il pagamento fintamente spontaneo e portatore insano di cancri di legalità. speriamo in un miracolo anche per questa piaga, ormai da decubito.

Powered by Blogger.