Inpsanity e la nonna

Sono seduto al tavolino di un bar, cercando disperatamente di farmi i fatti miei (l’incipit è tratto da “voglia di caffè” di Ligabue). A un certo punto ascolto un dialogo nel tavolo affianco. Sono due uomini d’affari, tra loro e me, l’elemento fuori posto in quel bar di lusso sono io. Ma ormai ho l’educazione che se devo andare al bagno in un locale mi sento colpevole a non consumare , la mia vescica non fa distinzioni di taverne o lounge bar.
Di fronte a una tazza, da water, non da caffè, ulula e basta.

Uno dei due uomini, con cappotto cammello "c’al maxi prociesso eravate o’ chhiù bello" (vediamo chi indovina la citazione), dice all’altro che con certezza sa di una crisi fortissima, che sta per attanagliare l’Inps. La figlia ne è una dirigente e gli ha detto disperata, che c’è risorsa economica per pagare le pensioni solo per altri tre anni. Per dirla facile: ha fatto i conti della serva e ha visto quanti euro restano di spesa. Parliamo di pensioni, ma anche i cassintegrati non sembrerebbero messi meglio, ne avrebbero per un altro anno e mezzo.

Se ancora non è chiaro, starebbero raschiando il fondo del barile. All’inizio ho pensato a semplici discorsi tra due “cumenda” che fanno le loro previsioni finanziarie con il Rolex al polso. Con relativo catastrofismo di chi sa che tanto rimane ricco uguale. Ho valutato che stessero esagerando. Poi però ho notato sui giornali e in Tv, alcuni politici e addetti ai lavori, lanciare leggerissimi, Fantozziani allarmi molto discreti. Si starebbe segnalando una “lieve preoccupazione per le erogazioni che l’Inps dovrebbe corrispondere nei prossimi mesi”.

Ho come l’impressione che, consci del disastro, stiano solo edulcorando la pillola, mi troverei costretto a dar ragione ai due economisti da caffè macchiato, che ho intercettato.

In questi casi mi sovviene sempre il testo del telegramma che Ornella Muti riceve dai parenti di Avellino nel film stupendo con Ugo Tognazzi e Michele Placido, Romanzo Popolare.
Nel tentativo di non farla allarmare sulle condizioni della nonna, i parenti cercano maldestramente di farla tornare in paese da Milano, non arrecandogli dolore, mandando un messaggio con testo molto simile a quello che temo, per quanto udito quel giorno al bar.

“Nonna molto malata, arriva quando puoi. Funerali domani”.

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