Coacervo a primavera

Me lo ricordo ancora il vecchio professore, insegnava diritto tributario. Fu il primo da cui ho appreso la parola “coacervo”. Mi immaginai subito un animale dotato di grandi corna, fiero, anche se cornuto, come Bambi da adulto. Credo di non essere stato nemmeno tanto originale.

In realtà la parola si usa per indicare un ammassamento, un miscuglio di cose. Lui la usò per fare una distinzione fondamentale, quella che c’è tra Imposte e tasse. Le prime finivano appunto in un coacervo indistinto. La tassa invece è un prezzo che si paga per avere un servizio specifico.ha una destinazione. Si pagano le tasse per la scuola, si pagano le tasse per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti.

A fare i conti della serva mi vengono in mente due riflessioni: se io pago per un servizio specifico, i soldi che sborso devono andare a ricoprire la mia parte di costo, così via tutti quelli che come me fanno il loro bravo compitino. Per cui si presuppone che i soldi per garantire quel servizio non debbano essere in discussione. Il vincolo specifico e indissolubile, non solo, ma quei soldi non vanno toccati, proprio per la loro particolare destinazione. Non posso prendere dai soldi della scuola per pagare la sanità e viceversa. Se sbaglio mi corrigerete, diceva la buonanima del Papa.
Il mio personale coacervo di domande è questo: perchè se tutti paghiamo le tasse, e dobbiamo farlo se no non abbiamo la contropartita, scuola, sanità, settore smaltimento rifiuti sono in crisi?

Affronterei ad esempio specifico, proprio il settore dei rifiuti. Se per anni abbiamo dato il nostro obolo ai comuni e allo stato, pagando una tassa che presupponeva raccolta, smaltimento e contributi per le differenziate varie, dove sono i soldi? Perchè i governi non hanno incentivato le fonti energetiche alternative, cui parte dei fondi vanno? E perchè addirittura l’ultimo governo ha deciso di condonare tutti i responsabili per i ritardi sui livelli imposti per la differenziata, oltre che vari gestori di discariche colpevoli di inquinamento ambientale? Si precisa che le multe andavano ad autori di reato o ritardo, non pagate dai cittadini. Perchè nel frattempo però viene introdotto un tributo che aumenta vorticosamente i costi sui rifiuti, la TARES? Da un lato il colpevole si perdona e però ai cittadini si bastona?

Potrei azzardare un’ultima ipotesi che diceva proprio il mio professore: se io pago una tassa per la scuola e poi qualcuno mi dice che per la scuola non ci sono fondi, io voglio sapere cosa hai fatto dei soldi che non dovevi toccare, perchè destinati a quello scopo. Se non sai rispondermi, significa che te li sei presi per altro. E non dovevi farlo. Il reato si chiama malversazione e distrazione (di denaro, non di testa...), danneggiato è lo Stato, ovvero se davvero ancora ci rappresenta, dovremmo essere noi. Ma chissà, forse il mio professore si sbagliava. Altri tempi, di applicazione della legge un po' più credibile.

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