Il mio custode



Avevi voglia di conoscere il mio battito
Non lo credevi lento nel suo incedere
Poggiato il tuo orecchio sul mio petto
dicesti “mi sembra di sentire il mare”
Non sono stato rapido a spiegarti
Che avevi sentito la voce del mio custode d’anima
Che con le sue onde la protegge
E ne prende possesso
Me la restituisce per patto diabolico
Solo che io torni alle mie radici
e di fronte alle rive di casa ne invochi la resa
Avrei voluto dirtelo, ero pronto
Il tuo abbraccio mi ha trascinato via
Come onda di un nuovo custode
Che rende ogni verità solo tetra battuta
Da attori consumati

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