L'amore per un narcisista e le lezioni di De Filippo

Leggevo un editoriale di Galimberti, sull’utilità di innamorarsi di un narcisista. I narcisisti sono coloro i quali non considerano l’altra parte di sè come una persona, ma come una semplice pertinenza. Un essere che altro non è che una sua estensione, non dotata nè di vita nè di intelletto proprio. Lo scopo di chi ama un narcisista è solo rendere perennemente omaggio alla sua grandezza, mentre lui si pasce del suo innegabile talento.
Essi vivono in bilico tra il nutrirsi di omaggi e sacrifici umani, e lo stupore che non tutto il mondo si sia ancora accorto di loro. Offesi e irritati se il loro interlocutore non sa con chi ha a che fare.
L’utilità di innamorarsi di cotanto essere risiede in preziosi insegnamenti. La consapevolezza che non cambieranno, perchè pietrificati nelle convinzioni della infallibilità del loro credo, per cui, di “se un bambino può essere rigenerato, un adulto narciso non può essere ri-generato”, la perdita della convinzione del potere salvifico dell’amore che cambia tutto e tutti e, infine, una preziosa chiosa: amando chi è senza speranza, scomodiamo capacità e regioni del nostro sentimento che non pensavamo di possedere e che ci torneranno preziosi quando ameremo chi non concentra l’asse terrestre su se stesso.
Ad ogni modo, oltre alle stille di saggezza che ci troveremo tra le mani e nel cuore, sarebbe opportuno rivolgere al narciso, una volta in salvo da lui, lo stesso agire di Edoardo De Filippo nel film “L’oro di Napoli”, nella sua celebre scena finale. Un pernacchio.

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