Molto meglio questa soluzione

Chiacchieravo con un mio amico, stava male nel posto dove lavorava, umiliato e sfruttato, malpagato, a rischio licenziamento. In impeto di rabbia si mise a sognare cosa avrebbe fatto se fosse diventato ricco.
- la prima cosa che farò - chiosò - sarà andare a cagare sopra la scrivania di un mio dirigente. Lo sogno da una vita.
Sfogliando i giornali in questi giorni ho letto la storia di Graziano Forcini e Peppino Barlafante, due operai che non gradivano le modalità di gestione dell’azienda di ricambi automobilistici, per cui lavoravano. Decisero di andarsene, licenziarsi e mettersi in proprio, spernacchiati da tutti, con le classiche frasi beneauguranti dei vigliacchi: “lasciate un posto di lavoro sicuro per l’ignoto, ma dove andate?” e con i sorrisini dei dirigenti, sicuri che sarebbero finiti in miseria.
I due hanno una azienda con un fatturato invidiabile e hanno realizzato un sogno ancora più gustoso.
La loro vecchia azienda è andata in fallimento, e hanno visto gli ex-colleghi disperati. Potevano fottersene allegramente. Invece no. L’hanno comprata, salvando il posto a chi li compativa, per la loro pazzia.
O miutòs deloi, la favola dimostra:
In qualunque scelta fatta con onestà, che sia lavoro o vita, o amore, il coraggio paga, e se non paga insegna, per sempre.
I due ex operai valgono più di certi buffoni politici che promettono aumenti in busta paga e milioni di posti di lavoro.
La soluzione di salvare gente dalla disoccupazione è di gran lunga più nobile di quella proposta dal mio amico, cagare sulla scrivania sarà liberatorio, ma è solo una olfattiva e simbolica protesta, una stronzata, insomma.

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