Avanti il prossimo

C’è una donna che è l’emblema dell’indifferenza di chi ci governa. Si chiama Maria Baratto, operaia alla Fiat di Nola. Maria, tempo fa, era diventata tristemente famosa per essere stata intervistata. Aveva scritto un articolo sul suicidio di un suo collega, che viveva nell’incubo della cassa integrazione. L’articolo si concludeva con una frase: “non si può vivere tutta la vita con l’incubo del licenziamento”.
Maria, ha scelto il giorno sbagliato per far parlare di sè. Giorno di elezioni. Mentre tutti eravamo occupati a disquisire tra piccole vendette di pd e cinquestelle che si fanno i dispettucci, mentre si pontificava il “tanto non cambia nulla, anche se vado a votare”, Maria veniva trovata a casa sua dai carabinieri. Si è uccisa e non in maniera indolore. Si è data quattro coltellate. Si è conficcata da sola il coltello fino a che ha avuto la forza. Non ce la faceva più. Diceva: “a ventidue anni montavo i tergilunotti delle Alfa da sola, ora prendo psicofarmaci, muoio di fame e sono povera”. Sperava “che l’operaio tornasse a rivestire la dignità che aveva”.
Fiato sprecato, se nel giorno in cui in Italia si votava per capire la democrazia, nessuno ha parlato di loro, delle classi meno abbienti, della dignità di operai e piccoli imprenditori, su cui tutta la baracca si regge.
Tempo fa leggevo un editoriale. L’autore diceva che in questo paese ci stanno togliendo la passione. L’amore per il lavoro, la dedizione a quello che facciamo. Questo sfascio temperamentale è stato graduale. Potevamo essere un paese di bella cultura, di scuole che educavano la classe governante di domani, di giovani formati all’onestà. Ci hanno tolto tutto. E non basta dire che il prossimo che vince le elezioni ci salva, qui non ci salva più nessuno, se non noi stessi.
Abbiamo formato un burrone, tra chi non ha nulla e chi ha messo da parte piccoli e grandi orticelli di egoismo e potere, siamo cresciuti con la morale piccolo-borghese ecclesiastica. La famiglia va preservata, si resta insieme per i figli. Poi che oltre al ruolo dei genitori non ci sia nulla, poco importa. Che invece di scegliere di andarsene e amare liberi, si resti insieme portandosi l’amante a casa a ora di pranzo, mentre tutti sono al lavoro, è normale.
Siamo diventati una fata morgana, un miraggio, un ologramma che salva le apparenze. Dietro abbiamo solai di frustrazioni. Le sfoghiamo virtualmente e nel frattempo ci tolgono tutto, a partire dalla possibilità di vivere. Più di un piccolo imprenditore lo ha gridato inascoltato, più di un operaio ha detto che con 1200 euro è ormai povertà, per chi li prende, se non di meno.
Maria ha visto tutto questo e non ce l’ha fatta più. E la conta è destinata ad aumentare. Si tenga conto che la soglia di povertà è veramente un soffio, basta pochissimo per farci finire chiunque, dal licenziamento al ridimensionamento, alla disoccupazione.
Non so quanto durerà questo ottundimento, so per certo che se domani fossi io il prossimo che sceglie di dire basta in maniera drastica a tutto questo, darei di certo un dolore riservato a pochi e pochi piangerebbero. Qualcuno sorriderebbe anche sotto i baffi e ne sarebbe felice. Mors tua, vita mea, uno di meno, oggi si ragiona così e si cicatrizza presto. Mi spiace Maria, non ti abbiamo rappresentato degnamente. Ti chiedo scusa. Dal profondo di ciò che ti sei inferta.

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