Il matto e il savio

Una delle poche cose che ho capito sull'amore me l'ha insegnata mio padre. Quando notava troppi atteggiamenti a senso unico nelle relazioni. Ne osservava i ruoli, c'era il perenne despota, la perenne vittima, il depositario della verità e la narcisista. La finta martire e il vero carnefice. Una volta mi disse: "io non so che donna avrai al fianco, non so se avrò vita per conoscere chi ti sopporterà in saecula saeculorum, in ogni caso una cosa la dico a te adesso, una cosa la vorrei dire a quella povera disgraziata che ti si piglia. Ricordati che quando accetterai di entrare nella vita di qualcuna, ne accetti anche quello che non vuoi. Un impegno comporta che qualcuno che ne è parente, amico, collaterale, figlio, nipote, erede e consanguineo, prima o poi ti scasserà la minchia, e tu dovrai comunque volergli bene con leggerezza. Specie se questo comporta un equilibrio che va tenuto. Un bel sogno ha anche i suoi inconvenienti. Se vuoi tenerlo devi resistere. A proposito di equilibri, a lei vorrei invece dire che quando ci si ama, nei momenti difficili occorre che uno faccia il matto e uno il savio. Uno bestemmi e l'altro riporti alla ragione. E questo non deve farlo sempre uno dei due, a volte tu e a volte lei, sappiate alternarvi. E a questo punto mi pervade solo la curiosità di capire chi avrà il coraggio di sopportarti tutta la vita, ovunque sarò, è uno spettacolo che non voglio perdermi". E sorrideva, fiero di me. Nonostante tutto.

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