Se Valentino lo vedesse

C’è un limite a tutto, vero è che lo si sposta, ma c’è. In un paesino del Piemonte c'è un monumento dedicato al Grande Torino. È una scultura “moderna”. E qui mi soffermo sull’uso dell’aggettivo, ormai utile a sdoganare ogni cagata. Non è orrore. È modernità. Almeno la merda d’artista di Piero Manzoni era una cagata nel vero senso della parola.
Il monumento alla tragedia di Superga ha oltrepassato la decenza. Manca di delicatezza, di ricordo puro e di empatia storica. È la coda di un aereo schiantata su un muro. L’aereo in cui perirono i granata di ritorno da una amichevole in Portogallo, perfetta riproduzione della coda originale, non c’è che dire, sembra fatto con la plastilina, con colori pastello e design che poco hanno del ricordare degnamente.
A parte l’estetica pura e semplice, non si rispetta la storia, ma nemmeno leggenda e romanticismo. Parliamo di una squadra immagine del proletariato, il cui capitano Mazzola, rifiutò l’ingaggio che gli proponeva il Milan perchè “offensivo nei confronti di un operaio di fabbrica” (Ipse dixit). Parliamo di uno spirito granata indomabile e mai ucciso. Di giocatori che quando il loro compagno Meroni, anni dopo, morì in un incidente stradale, trasformarono la rabbia da dolore, in furore agonistico e pur privi del loro genio ancora caldo in bara, asfaltarono la Juve in un derby.
A solo scriverne a me viene la pelle d’oca, possibile che l’autore di questa nefandezza non abbia sentito il richiamo del sacro fuoco dello stadio Filadelfia, o si pensava che fosse un formaggio spalmabile? Io sono stato alle rovine del Filadelfia, e avevo i brividi a pensare me, povero bifolco, calpestare erba di leggende. Questo modernismo stona.
Se vedesse questa sconcezza so già cosa farebbe Valentino Mazzola. La stessa cosa di quando annunciava alla squadra che era ora di darsi una mossa in campo. Si sarebbe rimboccato le maniche, e avrebbe dato un coppino a mano piena a chi ha avuto l’idea del capolavoro.
A proposito, non serve giustificare, come ha fatto l’amministrazione del loco, che la scultura non è costata soldi pubblici.
Una cagata è una cagata, chiunque l’abbia finanziata, ve lo direbbe anche Manzoni. Piero, non Alessandro.

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