L'odio è educazione

Non è la prima volta. Assistiamo a storie del mondo animale e le guardiamo con occhi a cuoricino, esclamiamo due frasi zuccherose e poi via, ognuno a riprendere la sua crociata personale contro qualcuno o qualcosa. Quasi sempre beghe personali, spine di litigi mai sopiti, crolli di rovine di vita insieme.
Lisa Rogak, scrittrice e freelance americana ha raccolto storie dal mondo animale a dir poco commoventi, Rex, il cane che ha soccorso un cucciolo di canguro, dopo che la madre era morta investita da un’auto, e se lo è cresciuto come un figlio. Murray, altro cane che ha adottato un tasso che fa praticamente come vuole, Pepper che ha adottato il tigrotto Prudence, senza mamma, il chiuaua che ha per compagna inseparabile una scimmia, il Collie Mac, che adotta 4 maialini rifiutati dalla mamma, Hanama, l’orangutan che si sbaciucchia due cuccioli orfani di tigre, Jess, lo spaniel che allatta un agnellino senza mamma, Sugar, il gatto che ha preso nel suo stato di famiglia non solo una scoiattola, ma anche i figli a carico, che chissà se nel mondo animale esistono le detrazioni per figli di altri. O la gallina che ha adottato, udite udite dei Rottweiler, cuccioli. C’è da augurarsi che riconoscano sempre la mamma.
Dopo aver assistito all’ennesima lezione accademica sulle capacità degli animali rimane l’ultima speranza per l’uomo. In queste immagini non c’è odio, non c’è selezione di razze, non c’è intolleranza, non ci sono rancori mai sopiti, nè litigi di vicinato, amicizia, separazioni e lutti. Qui c’è istinto, quella fiammella delle tenebre che guida verso la cosa giusta da fare, anche quando sembra assurdo. E noi quella fiammella non la accendiamo più. L’ultima speranza è che l’odio ci venga inculcato per culture, per educazioni, allora da domani meglio animale, cafone e maleducato, che rancoroso.

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