Lo stronzo che gioca a dadi



Lui tira, escono numeri, i numeri sono vite. Le vite pur essendo numeri, non contano.
Lui tira i dadi. E lecca il culo ai potenti. Gli piace fare strike con le vite. Gli piace si uccidano bambini.
Aiuta, indica dove colpire, come. Descrive alla feccia che comanda, i posti dove fa più sangue la carne.
Sorride col suo ghigno, ha mezza faccia scarnificata. Il dolore altrui lo fa ridere troppo.
Sorride nel guardare l’affanno e la fortuna.
C’è Maarten, che corre in bici. E lui lo guarda. Maarten doveva salire su quell’aereo. Fa il ciclista professionista.
Lui guarda il suo biglietto, e ride, fa paura quando ride.
Ha deciso che Maarten deve salvarsi, non deve salire su quell’aereo della Malaysia Airlines. E ride. Perchè lo ha fatto già sopravvivere. Maarten De Jonge, doveva prendere un altro aereo, sempre della Malaysia Airlines. Ma non l’ha fatto. E sono entrambi precipitati.
Lui ride sguaiato, volgare, e parla di puro culo. Perchè ha deciso che questo è il termine con cui definire quell’uomo che lui ha salvato due volte.
Ma lui oltre a divertirsi vuole carne. Fresca, morbida, che crei dolore per la morte. E allora decide che vuole lei.
Eslemiek, bellissima, 17 anni. L’anno prossimo doveva studiare ingegneria, doveva. Doveva vivere.
E lui invece la fa salire su quell’aereo, con sua madre. E ride.
L’aereo della Malaysia Airlines, verrà abbattuto da un missile, perchè così vuole lui, che fa finta di creare coincidenze, invece è un pezzo di merda.
Eslemiek è lì dentro.
E il padre di quella dolcissima ragazza ringrazierà sarcasticamente i killer che quel gran figlio di puttana ha mandato.
Scriverà una lettera pubblica: “Elsemiek il prossimo anno avrebbe tenuto l’esame finale con i suoi amici Julia e Marina e avrebbe concluso la scuola. Dopo sarebbe andata a studiare ingegneria e ci teneva davvero tanto. Adesso improvvisamente lei non c’è più. Dal cielo, è stata colpita in un paese straniero dove si combatte una guerra. Cari signori, spero voi siate orgogliosi di aver distrutto la sua giovane vita e di avere ancora il coraggio di guardarvi allo specchio, senza tremare. Grazie ancora, sinceramente”.
E lui ride leggendo la lettera.
Figlio di troia, travestito da chi crea coincidenze, merda che gioca a dadi con le vite altrui.
Questo è il destino. Uno stronzo che assolda killer, che ne assoldano altri per creare morte.
Questo è il destino, una nullità che si ciba di carne umana, non morendo mai e autoscarnificandosi.
E ride, fino al prossimo tiro di dadi.

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