Non sappiamo resistere



Estela lo chiama Guido. Non saprebbe chiamarlo diversamente. È suo nipote. E non si chiama Guido. Ma Iniacio. O meglio, si chiama tutt’e due.
Guido era il nome che le aveva dato la madre, mentre era rinchiusa all’Esma. Ovvero il luogo dove a Buenos Aires si torturavano, uccidevano e occultavano i Desaparecidos, durante il regime terroristico di Videla.
La mamma di Guido disse che lo voleva chiamare così, era incinta. Durante una telefonata fatta nel 1978, dall’Esma. Fu l’ultima, di lei non si seppe più nulla.
La nonna ha cercato il nipote per 36 anni. E lo ha trovato. Non ha mai mollato. E ora Iniacio/Guido è squartato. Da un lato la sua vecchia famiglia, che gli ha detto di essere un “nietos”, un figlio di uccisi dalla dittatura. Dall’altro la famiglia che per 36 anni gli ha dato casa, cultura, attenzioni. In una parola amore. I suoi genitori adottivi.
Una coppia di coniugi in California, è rimasta insieme per tutta la vita. Una misura di tempo quantificabile in 62 anni. Ma sono riusciti anche a morire insieme, a distanza di 4 ore l’uno dall’altro. Maxine, malata di cancro e Don, che si era fratturato un’anca dopo una caduta.
Hanno chiesto di stare in letti vicini. L’immagine del loro trapasso mano nella mano fa avere più fiducia che a volte, la signora della falce, ha una poesia che non le si addice, ma le sta divinamente.
Siamo noi che non ci accorgiamo delle sottrazioni. Del retrogusto aspro. Una nonna che non molla finchè trova sangue del suo sangue. Due coniugi che stanno davvero insieme per sempre.
Questi pionieri delle guerre mondiali e dittature, hanno in comune una sola parola, che ci insegnerebbe un universo, a noi profani.
Resistenza. Nel senso più bello, come la si usa nel parlare di chi combatte contro le dittature. Resistenza. In amore, in rabbia, in salute, in malattia.
Finchè morte non ci separi.
La verità è che la nostra egomania ci separa, l’uno dall’altro, molto prima della morte.
La morte quando arriva non fa altro che prendere atto di separazioni già avvenute.
Siamo già lontani, facendo finta di stare insieme.
E da loro, dalla nonna di Guido, da Maxine e Don, da chiunque porti avanti questa resistenza figlia di tempi lontani, non abbiamo ereditato nulla.
E non abbiamo imparato un cazzo. Meno che meno il rispetto.
Perdonatemi se ho detto una parolaccia, lo so che non è educato parlare ancora di rispetto, qualcuno potrebbe indignarsi.

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