Numeri da non giocare



110 - i posti letto dell’ospedale di Kabul per vittime di guerra, presidiato da Emergency.
12 - i medici e il personale amministrativo a disposizione
12 - gli interventi gravi che vengono fatti in un giorno.
18 - gli interventi gravi che vennero fatti in un giorno, quello delle elezioni, tre attentati, dieci bambini coinvolti.
Trenta per cento - la percentuale di bambini coinvolti e ricoverati ogni giorno.
4 - 15 - la forbice di anni in cui sono ricomprese le vittime.
24 - le ore che materialmente possono prestarsi di cure per riuscire a salvare una vita, altrimenti tocca rassegnarsi, lasciare e andare avanti con i nuovi ricoverati.
10 - il massimo di sacche di sangue disponibili per ogni paziente, o ce la fa con quelle, o non si può intervenire più.
10 - il limite massimo di esami che si possono fare al giorno, per tutti i pazienti dell’ospedale.
6 e 4 - gli anni di due bimbi ricoverati in terapia intensiva durante una delle “tante” giornate di lavoro.
24 - le ore in cui un dottore deve essere reperibile, per altre 24 può riposarsi.
7.30 - l’ora in cui si salvano mediamente alcune vite.
3.00 - l’ora in cui si è dovuto iniziare una mattina per salvare tante vite.
19 - i feriti arrivati tutti insieme quella notte.
13 - gli anni di una ragazzina ricoverata per essere saltata su una mina.
3 - le ore di intervento per salvarla, inutili, è morta.
25 - gli anni di un ragazzo salvato lo stesso giorno per la stessa cosa.
4, 7, 29, 35 - gli anni delle persone ricoverate contemporaneamente in rianimazione.
1 - il centimetro di distanza con cui il proiettile ha sfiorato la testa di una bambina.
Questi sono numeri. In vita normale sarebbero da giocare, invece in zone di guerra sono numeri con cui gioca chi uccide. A proposito, i dottori spesso si sono chiesti come mai gran parte dei bambini viene ferita alla testa dai proiettili.
Glielo ha spiegato un chirurgo veterano, e fa tremare nella sua logica.
Quando un adulto spara ad un altro adulto, mira a colpire e maciullare organi vitali.
Quindi mira al suo addome. Per colpire.
Per la maggior parte dei casi, all’altezza di un addome di un adulto, c’è anche la testa di un bambino.
Destinata a fare numero. Fra le vittime, fin troppo spesso, perchè colpito da raffiche all’impazzata.
Un altro numero con cui non si sarebbe dovuto giocare.

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