Faccia da guru



Mi trovo a fare spesso ricerche giurisprudenziali, per lavoro “vero” e per la passione da giornalista e blogger che pane, non me ne dà.
Nella mia vita lavorativa ho incontrato parecchi cialtroni, ma finora erano solo gente che prometteva o parlava per dare aria alla bocca. Sorvolo su questi, che si commentano da soli nella loro pochezza. Oggi stavo cercando elementi per capire come scrivere un parere legale. E trovo in rete un sito di un auto referenziato luminare del diritto.
Che parla proprio di quello che sto cercando io. La sua analisi è perfetta, compiuta, puntuale, con riferimenti chiarissimi, insomma, quasi mi commuovo per aver trovato questo guru dei codici e dei codicilli, che mi ha fatto da Virgilio nell’inferno della giustizia amministrativa.
Alla fine del suo trattato però il guru avverte con perizia, che non si può prendere il suo materiale impunemente, ma bisogna chiedergli il permesso, pena denuncia per violazione del diritto d’autore.
Mi scappa un britannico “mecoglioni!”, per il lieve disappunto che alberga nella mia anima. Perché da blogger sono per la tutela della proprietà intellettuale di quanto partorito, ma se tu prendi le mie cose e mi citi (non in tribunale…), magari dici quanto sono magnifico, eccelso, bravo, talentuoso, io ti ringrazio. Specie per tutte le cazzate lecchinanti che scriverai dopo aver detto che la cagata che hai riportato è mia.
Ma da fruitore rimango spiazzato, addirittura se prendo cose sue, il guru mi cita, stavolta sì, in tribunale.
Mi accingo a mandare missiva a Sua Eccellenza, Redattore di cotanto testo a me indispensabile, per chiedere di far parte della Casta degli umili Paria che possono nutrirsi del suo sapere, senza incorrere nella sua ira.
Ma prima la mia anima carogna panormita, mi suggerisce “prendi parte di quello che ha scritto Lo Magnifico Professore Sublime Codicista, e copialo su google, magari salta fuori qualcos’altro”. E io ascolto sempre i consigli cattivi.
Salta fuori che l’insigne trattato, altro non era che uno stupendo parere del Consiglio di Stato, scritto da loro, vergato da loro, accessibile a tutti, stampabile, copiabile, citabile. Riportato fedelmente nel suo trattatello dal guru e firmato, minacciando severe sanzioni e punizioni divine, a chi avesse osato violare il suo profondo lavoro e il suo sapere. In pratica ha copiato, e poi ha minacciato chi avesse copiato di non copiare. Manco Totò sarebbe arrivato a questa comicità.
La favola insegna, che si può porre un limite alla decenza, ma la cialtroneria vola indisturbata su questa galassia e su qualcuna parallela. E purtroppo questa gente, ha anche credibilità. Le facce da Guru.

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