Meglio equilibristi


Giorgio Gaber ne parlava, ma ho sentito anche altre voci amate, che lo ripetevano a modo loro. Non si è mai felici fino in fondo se non si è egoisti. Perché inevitabilmente, mentre hai la faccia dentro la torta della gioia, ti sovviene che qualcuno non lo è. Non importa dove o quando, vorresti solo che quel momento fosse non solo tuo. Mio padre sospettava fosse il fondamento del vero essere umano, forse comunista, forse solo altruista. Due parole cadute in disuso. Come tutte quelle che ci hanno portato via. Ci hanno sottratto la coerenza, il guardare con fiducia, la solidarietà di sapere che qualcuno prova a proteggerci. Non ci danno nemmeno l'illusione. E percorrere una strada mentre pensi, ti porta a dire che sei felice, di non essere felice fino in fondo, perché sai di qualcuno, ovunque, che non lo è. E ti senti vivo. Di un sorriso sghembo. Ma meglio equilibristi, che burattini senz'anima.

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