Non fatevi digerire



Due colleghi di lavoro, giovani. Li vedo uscire e parlare insieme. E non so perchè mi prende una botta di malinconia e di sguardo da padre. Vedo nelle loro parole una bellezza e una pulizia che metterei la firma per non veder corrompere mai. Non hanno ancora nello sguardo la trattativa. Sì proprio quella parola tanto abusata per ora. Non hanno ancora imparato a muover la coda, a passare la scopa, a fare i conti con ministri, torte e preti di matrimonio. Tutte belle frasi prese da una canzone nostalgica di un tempo che sfugge peggio di polvere al vento. Non vorrei trovarmi al loro posto, per fierezza di quello che mi piace e mi fa male aver passato, e per giustizia. Giusto che siano loro a far fuori le storture di nuovi profeti sbagliati, giusto che gli scorra un sangue da contaminare, o da tenere al sicuro, che sia figlio della loro corsa, e non del mio stargli discretamente sempre più lontano, che le frecce sono scagliate e il mondo le attende. Non fatevi masticare ragazzi, vi prego. Buona navigazione, che questo mondo ci digerisce e ci sputa, ma non ci ha ancora messo un punto. Oggi.

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