Quel che resta di un libro

In un cassonetto di Palermo sono stati trovati dei libri, non libri di qualche autore trash, e me ne vengono in mente parecchi, ma perle che cestinare è da dissennati. Tra questi ho riconosciuto una enciclopedia della letteratura italiana. che per associazione mi ha riportato alla mente il blu. La libreria dove era custodito questo volume e i suoi fratelli di opera mastodontica, a casa mia era di quel colore. Era una libreria laccata. Fortemente voluta da mio padre che l'aveva intonata ad una scrivania degna di un dirigente d'azienda di Fantozzi. Tanto che sospetto avesse la poltrona in pelle umana anche lui. Accanto a questa libreria mio padre aveva eretto la sua isola di resistenza. C'erano i suoi volumi preferiti, dall'enciclopedia storica della Cambridge Academy, fino ai volumi della storia greca, del teatro, e una edizione economica del "nome della rosa", da cui non si separava mai. Unta e bisunta. Dietro la scrivania mastodontica aveva il suo stereo. E come simbolo di una grandeur che si rifiutava di abdicare, aveva fatto mettere come carta da parati una enorme cartina dell'impero Napoleonico. Quando in tutta la casa era stato stabilito da poteri più forti che imperasse la tappezzeria, che lui vituperava. Quel volume della storia della letteratura ha preso altre strade. Non potendo seguirmi nelle mie peregrinazioni future per ragioni di spazio è stato regalato a una biblioteca, amato insieme ai suoi fratelli da un bibliotecario che ho nel cuore, perchè considera i suoi libri come tante piccole guide ai drammi e alle gioie dell'esistenza, e che invece di far credere in Babbo Natale ai bimbi, gli fa credere a Libronio. Un personaggio inventato da lui, che parla di libri a cuccioli delle elementari che lo vanno a trovare. Caro cestinatore di libri, vedi quanta strada può fare un libro se non viene buttato? Tu hai appena rinnegato una vita passata, un appagamento presente e un tuo ricordare. I ricordi non si cestinano, nemmeno se brutti. Fanno di te un uomo. Questo gesto invece fa di te un romanzo esistenziale senza lieto fine. O al peggio una riedizione di Fahrenheit 451. Cerca di stare bene, senza parole di conforto.

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