C'era una volta




Estratto dall'Ora Quotidiano dell'11 novembre 2014

Lorenzo Costantini era un bravo ragazzo, da metterci la firma per averne uno così, come genitore. Giocava a calcio, nel Lanciano in serie B.
Una brutta leucemia lo ha aggredito, di quelle che azzannano e non mollano più. Ma lui non ha mollato. Non aveva i soldi per operarsi in un centro sperimentale a Philadelphia. Lo hanno aiutato amici, parenti ed estranei. Una raccolta fondi che i suoi genitori hanno documentato passo dopo passo. Lui era felice, e sicuro di riprendersi.
Io ho conosciuto il suo mondo e le persone che gli stavano accanto perchè scrissi la sua storia. Da quel momento Lorenzo aveva anche me come tifoso. Ovunque fosse andato avrei tifato per lui. Scherzando dicevo” anche per il Catania”, visto che da palermitano è il massimo sforzo che si potrebbe fare in ambito di tifo. Ma se uno si affeziona, si affeziona.
Lorenzo dopo tante lotte e tante partite, ha perso. Andandosene via. Convocato da un Commissario tecnico più in alto di tutti. Anzi, lui non ha perso, lui non ce l’ha fatta. Ad avere perso siamo noi. Abbiamo perso lui.

Leonida è un nome altisonante. Colui che difese Sparta e tutta la Grecia dall’invasione dei Persiani. Diventato famoso grazie al film “300”.
Avevo battezzato così un gattino randagio nero, che avevamo trovato qualche giorno fa. Era già ferito a un nervo radiale a pochi mesi di vita. Lo abbiamo curato, accudito. e lui ha resistito strenuamente. Ma le malattie che aveva non lo hanno risparmiato. In pochi giorni era entrato nel cuore di tutti, forse perchè chi ama davvero il mondo sta attento al genere umano e accudisce con più indulgenza gli animali indifesi. Lo si fa perchè chi non sa difendersi da solo va protetto, a prescindere che sia animale o persona.
Leonida è andato via, le stesse ore di Lorenzo.
Forse il paragone può sembrare irriverente, ma erano stanze occupate nel mio cuore e nelle mie speranze.
Guardavo il cielo curiosamente incastrato tra due mura medievali.
Pensavo che la volta celeste è un enorme tappo di un frullatore che chiamiamo mondo.
E che sotto quella volta, spesso vanno via ragazzi e cuccioli che sottraggono bellezza a questa vita. Perchè se ne va una parte pura.
E quella volta celeste non è la volta buona.
Poi mi telefona una mia amica e mi dice che sua nipote è appena nata, e che non è stato facile venire al mondo, è stato rischioso.
E mi dico che questa è la volta buona. Per un cielo che non guarda in faccia.
Dedicato a Lorenzo e a Leonida. Che a modo loro, per vie diverse, hanno il loro sguardo conservato nel mio cuore. Fate buon viaggio.

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