Punti di vista




Sono andato a una mostra di libri per l’infanzia, in un paesino che sembra tirato fuori a forza da una fiaba. Sarmede. Un libro che si intitola “fuorigioco” spiega ai bimbi la storia di Sindelar.

Un giocatore di calcio della nazionale austriaca. soprannominato “Cartavelina” per la leggerezza e l’abilità tecnica che lo facevano il re del gol, un artista che toccava il pallone come Mozart il piano. Quando Hitler invase l’Austria e proclamò l’annessione, nell’ultima partita amichevole fra Austria e Germania prima dell’unificazione delle due nazionali, Sindelar, davanti ai gerarchi nazisti segnò il primo gol della vittoria, Poi Mathias rifiutò di giocare con la nazionale tedesca e qualche mese dopo lui e la sua compagna Camilla, un’italiana ebrea che si diceva impegnata in attività antinaziste, morirono per una fuoriuscita di gas in casa. Aveva trentasei anni. Le autorità parlarono di suicidio e cercarono di tenere nascosto il funerale (al quale tuttavia parteciparono quarantamila persone), ma pochi ci credettero. E la leggenda di Cartavelina che seppe dire no al nazismo fu così forte che diventò realtà.

Una morte tra le tante dell’olocausto, potrebbe essere derubricata così, ma invece è un simbolo di dignità fino al sacrificio. Punti di vista.

Il tema della mostra dell’infanzia che ho visto, sono le leggende Scozzesi. La più famosa tra esse è quella di Loch Ness e del suo mostro. Sembra non esista e sia solo una invenzione, eppure se fosse vero. Qualche studioso ha supposto che possa essere una specie conservata di Elasmosauro, un rettile di milioni di anni sopravvissuto, invenzione, mostro, leggenda, punti di vista.

Guardare le cose in un altro modo, nella maniera dei bambini, ad esempio è un punto di vista, provare a spiegare che l’orrore di un periodo di guerra e sterminio non deve apprtenergli, che i mostri non sono gli Elasmosauri, a prescindere che abitino a Loch Ness, ma gli esseri umani a volte ben vestiti. Punti di vista.

In questi giorni un mio amico regista, di cui sono convinto sentirete parlare, mi ha fatto vedere un suo piccolo grande lavoro sui punti di vista.

Un cortometraggio che insegna a guardare le cose sotto un’altra prospettiva. Quella di chi non ce la fa, perchè piccolo, perchè sfortunato, a guardare le cose da un punto di vista privilegiato.

I punti di vista avvicinano, se io mi abbasso guardo negli occhi un bambino, se guardo un lago con la sua fantasia, posso immaginarci una famiglia felice di Elasmosauri.

Le storie, il modo di raccontarle e di viverne la dignità, l’arte che ci si mette del narrarle, punti di vista. Che servono ad aprire la porta a una prospettiva diversa, innocente. Infantile, Con qualche ferita qui e là. Sto camminando e mi guardo il polso. Ho appena trovato nella mia vecchia cantina due braccialetti. Gomma incrociata, uno bianco e uno nero.

Bianco, nero, il color purezza e l’inchiostro che si abbracciano, il sunto di una malattia che mi affligge e mi vizia, il mestiere di scrivere.

E che mi fa capire che per avere dignità le storie devono essere credute, e curate, perchè vanno ascoltate, sia che parlino di un giocatore austriaco ribelle, o di un Elasmosauro capriccioso.

E se ci mettessimo ad ascoltarle da un punto di vista puro, forse il nostro punto di vista, diventerebbe stupore, un punto esclamativo.

Powered by Blogger.