Il dipinto scomodo


Estratto da L'ora Quotidiano del 24 gennaio 2015


Ci fu un giorno in cui la civiltà occidentale sentì il bisogno di affermare la propria democrazia anche in terre lontane. Fu un giorno in cui gli Usa, decisero di andare a dimostrare la propria teoria per la quale veniva messa in pericolo l’intera stessa ragione di esistere dell’occidente. E questa minaccia risiedeva nelle armi chimiche nascoste in un paese piccolo ma militarizzato. L’Iraq.

Gli Usa a questo punto per delicatezza, chiesero di dimostrare a tutto il mondo riunito, che la loro teoria era fondata, che l’Iraq era una minaccia per l’umanità e che bisognava bombardarlo. Per la presenza di armi chimiche, giova ribadirlo.

Il presidente era George W. Bush, e incaricò il suo segretario di stato, Colin Powell di andare all’Onu a parlare della necessità di ripristinare la libertà di pensiero e la democrazia. La sala Dell’Onu dove avrebbe parlato Colin Powell era sovrastata da un arazzo, che però venne coperto con un telo blu, il colore dell’Onu, quel giorno. Ma questo è un particolare di poco conto.

Quel giorno Powell parlò a lungo, era il 5 marzo 2003, portò la testimonianza di un ingegnere chimico iraqeno e agitò una fiala davanti a lui. Conteneva Antrace e secondo i dati in suo possesso, L’iraq ne produceva una quantità enorme. Per questo, con accurata selezione degli obiettivi sensibili, L’Iraq sarebbe stato bombardato, anche perchè Powell sapeva bene il peso di cui godeva, visto che era stimato a livello internazionale proprio per le sue tesi moderate. Il resto, fino ai giorni nostri, lo sappiamo tutti. Quel giorno si decise di far valere le idee che provenivano da una democrazia occidentale. Quel giorno si trovò giusto quello che affermava il segretario di stato. Che parlò di minaccia, di libertà in pericolo.

Tutti valori che astrattamente sono inoppugnabili. Ma c’è da farsi una domanda. E la domanda è proprio sull’arazzo. Sul particolare di poco conto di cui vi ho parlato prima. Perchè coprire un arazzo? Che cosa mai poteva minacciare, cosa poteva produrre di così sconveniente un arazzo mentre un segretario di stato parla di libertà e di democrazia.

Poteva. Perchè quell’arazzo era stato messo all’Onu come monito, come simbolo della pace da cercare con la pace. Perchè quell’arazzo parlava di vittime di fuoco e di “giustizia” affermata a forza. Quell’arazzo parlava di un momento storico particolare. La dittatura in Spagna. e descriveva un bombardamento. Le vittime urlanti, gli animali imbizzarriti, una lampadina che sembra l’occhio di Dio che guarda le vittime.

Capite bene che quando si va all’Onu a parlare di democrazia e libertà, quell’arazzo forse bisognerebbe tenerlo, anche perchè stato eletto simbolo di pace mondiale. Invece no, quel giorno si decise di oscurare quell’arazzo, mentre in teoria, in teoria si badi bene, si parlava di democrazia. Sul gesto, su questo gesto ci sarebbe da farsi delle domande, perchè forse da lì, da quel telo che copre un arazzo, sono nate tante contraddizioni. Forse.

A proposito, l’arazzo riproduceva un dipinto, che arrivava alle coscienze. Era Guernica. Di Pablo Picasso.

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