Di farfalle granata che pensano agli altri




A volte si pesca una forza interiore che non avremmo per noi stessi. Saremmo capaci di avere delle potenzialità sovrumane. Per noi spesso abbiamo ancora incapacità di tirare fuori tutto, ma proprio tutto quello che abbiamo. Invece stranamente, per chi amiamo, in una situazione di pericolo diventiamo animali, nel senso puro di anima. Sgrezziamo la testa da ogni superficialità e siamo concentrati solo su ciò che sta succedendo. Questo magari ha anche delle spiegazioni scientifiche, sicuramente sarà qualche diavoleria del nostro cervello che diventa essenziale. Mette da parte le stronzate e si concentra. Finalmente, sarebbe da dire. Mentre ci pensavo a queste potenzialità nascoste, mi è sovvenuta una storia carina, per carità nulla di trascendentale, ma nel suo piccolo dimostra cosa può fare la nostra capacità di "pensare per qualcuno", piuttosto che pensare a noi e alla nostra egomania. Gigi Meroni era un grande giocatore del Torino, incantava le platee e aveva stregato anche con il suo modo di essere e per la sua storia d'amore con una donna di un luna park, Cristiana, a cui ogni giorno portava una rosa rossa, e la sua passione per la pittura. Una piovosa sera, 15 ottobre 1967, fu investito da un'auto che mise fine alla leggenda di un talento indiscusso del calcio. La settimana dopo il Torino giocava un derby contro la Juventus. Una delle partite da sempre più difficili. I compagni erano distrutti dal dolore. In particolare Nestor Combin. Un centravanti argentino naturalizzato francese, che era il suo caro amico. Il dolore della perdita lo aveva annientato. Quando scese in campo per il derby era una maschera di sofferenza. Poi qualcosa si accese, una motivazione mai sentita prima, un fuoco sacro. Il risultato fu che asfaltò la Juve con tre gol personali. La maglia di Meroni era la numero 7. Quel giorno del derby la indossava Carelli. Onesto gregario. Ebbene, la partita finì 4-0. Tre gol li fece l'amico Combin, uno Carelli, Carelli che aveva sentito un fuoco dentro, un dolore, una costernazione che erano diventati capacità oltre il limite. Un "pensare per qualcuno". Forse non è una storia interessante, ma mi andava di raccontarvela.

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