Il cuore buono del mondo



La storia che racconto oggi è quella di un padre. Che si trova in fila al supermercato. Il figlio è accanto a lui. Più indietro, la donna che ama. Ad un certo punto il bimbo dice "ho sete". Il padre pensa ad un capriccio che si propone di accontentare di lì a poco. Nel frattempo il bambino lo ripete. Ma stavolta la voce è diversa. E al padre non piace. In quel momento il bambino caccia un urlo e cade esanime. Diventando completamente bianco, il padre lo afferra al volo e prova a svegliarlo. Ma niente. Il bambino viene fatto distendere. Intorno a lui vengono alcune persone. Il padre prova a rianimarlo. Nel frattempo in mezzo a tutta quella confusione. Sente nette tre voci. La voce femminile a lui più cara, che si chiede in loop cosa sta succedendo e poi si lancia a soccorrere. E poi altre due voci nette. Chiare. Una è di un uomo vestito con un maglione nero. Lo vede in lontananza. E sente che sta litigando. Litiga con un operatore del pronto soccorso. Gli dice distintamente "ti ho detto di mandarmi questa cazzo di ambulanza!". L'altra voce è quella di un altro signore. Parla con una inflessione strana. Ma mette una mano sulla spalla del padre e lo guida con delle istruzioni sottovoce. E il padre in mezzo a quel marasma di commenti, di aiuti inutili fatti più di curiosità e di gente che vorrebbe vedere di peggio, decide di seguire quella voce. Lui gli dice "parlagli calmo...guardalo, vedi si riprende, ti cerca con gli occhi. Non ti distrarre, non ascoltare nessuno, guarda lui, ti cerca". Il bimbo si riprende. Cerca gli sguardi di chi ama e subito sono lì. L'uomo che ha litigato per avere l'ambulanza esce. E rientra con i soccorritori. Intorno è tutta gente che davvero vorrebbe fare qualcosa. Davvero non vorrebbe vedere quella parentesi di sconforto totale. Il bambino è con chi gli vuole bene. E viene soccorso. Il padre si rialza dal posto dove si era seduto per accudire il figlio. L'uomo che gli ha parlato lo saluta. Gli dice di essere pakistano. Il padre lo abbraccia e lo ringrazia. E lui dice solo "non ho fatto nulla". Poi vanno via. L'ambulanza parte. E porta il bimbo in ospedale. In una realtà dove contro ogni pregiudizio sulla sanità provano davvero a capire cosa succede. Questa storia potrebbe essere inventata. Se non lo fosse, quel padre sente un irrefrenabile bisogno di ringraziare chi ha dato parole concrete per soccorrere. La voce a lui più cara e poi quella di un signore con un maglione nero e uno con una inflessione strana. Che gli diceva "guardalo. Ti cerca. Non mollarlo".

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