Il monaco surgelato




Leggo la notizia di un monaco buddista ritrovato in Mongolia dopo duecento anni. Il corpo è mummificato, ed è stato ritrovato nella posizione del loto. Che sembrerebbe appunto una posizione di preghiera. E fin qui nulla da dire. Il problema è che alcuni monaci, alla notizia, hanno affermato che "non è completamente morto", dicendo che se era stato trovato nella posizione del loto, è semplicemente entrato in uno stato di profonda meditazione, per cui non è morto. Ora cari monaci, io vi voglio bene e vi ammiro, ma qui vorrei non aprire una parente, ma una intera famiglia. Posso capire che ci sono stati di meditazione profonda, ad esempio io li raggiungo quando sono al telefono con un mio familiare. Una telefonata da un appartenente al mio ramo genealogico, farebbe davvero perdere le staffe a un monaco buddista. Io quando sento che la discussione sta prendendo una piega per cui io monterò a cavallo con le staffe, ma le perderò, raggiungo uno stato di non coscienza. Uno stato in cui la voce della parente stretta non è più simile a quella di Mario Merola che mi recita O' Zappatore. Non sento più le esagerazioni di chi vede una tragedia nascosta perfino in un "io sto bene", detto con una tonalità da baritono invece che da tenore. Riesco a raggiungere vette di totale meditazione, in cui mi tiene in vita solo la flebo attaccata ai monosillabi, peraltro piazzati a caso come le estrazioni delle tombole a natale. Mi do un tempo massimo, dopo di che riemergo dal torpore e saluto. Lo so cari Monaci, ci vuole talento, perchè se non lo faccio, se decido di aderire alla tenzone, so già che mi scartavetrerò le punte platinate delle gonadi. Per amore di pace, medito. Io non so se il monaco non è completamente morto, ma se accanto a lui hanno trovato un telefono, con una sua parente che da duecento anni gli sfracassa la tromba di Eustachio, allora svegliatelo, può darsi che faccia come me. In caso contrario, inviterei a cercare vicino a lui, può darsi che ci sia un bagno, e che la posizione era quella di chi stava espletando un bisogno. In questo caso non era la posizione del loto, ma quella del caco.

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