Instinto primario



Io una vera gioia o un autentico dolore li riconosco
Sono diversi dalle patacche da falsari
non sono come le ostentazioni dell’oro falso
e la bellezza di cosce d’argento verniciato e artefatto. 
Io li riconosco, arrivano col foglietto e senza raccomandazioni
Non le manda nessuno, non si vantano di niente
Li riconosco perché davanti allo specchio vedo un bambino
E i suoi istinti primari
Il suo sorriso senza diavolerie, il suo dolore senza pillole
E le correzioni erano un premere sulla spalla per fermarlo
E una mano sulla testa per l’approvazione dopo una corsa sudata
E un piatto, che ancora ricordo
Io un vero dolore e una autentica gioia li riconosco
Tornano alla radice.
E mangiano pane e olio

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