Un lavoro perfetto



Ora lamentiamoci che non c'è lavoro, lamentiamoci che è fatto nelle condizioni peggiori. Se non ci fossi io a smentire tutto già vi sareste fatti prendere dallo sconforto, oggi vi porto una offerta irripetibile. Ben quattro posti da stagionale, con tutti i comfort che possiate immaginare. Tra l'altro il lavoro richiede solo pochi requisiti. Saper fare ordinaria manutenzione, a volte straodinaria, di un locale, vendere souvenir, accogliere circa diciottomila visitatori l'anno e gestire l'ufficio postale che smista settantamila articoli di posta. Sono ben quattro, i posti di lavoro. Millecinquecento euro al mese, per tutta l'estate. Ah scusate, la mia solita sbadataggine, ho dimenticato di dirvi che il lavoro è al Polo Sud. All'ultimo avamposto della civiltà prima del materiale per farsi un buon Jack Daniel's on the rocks. Le condizioni, per chi è abituato ad avere tutto, non sono per nulla disagiate. Per prima cosa non c'è la connessione internet, di nessun genere, niente cellulari, niente tablet. Quindi tocca scordarsi di vedere youporn al pc (certo, certo, tutti utilizziamo il pc per lavoro...come no), tocca scordarsi amplessi virtuali con sgallettate in chat, che si fa finta di non conoscere in bacheca su feisbuk, niente SerFie al cesso, facendo le maialiche allusive tra le maioliche illusive. Niente. L'unica speranza di un amplesso virtuale è una ricetrasmittente, pertanto ci si mette in contatto con l'anima viva che risponde e al massimo gli si chiede di ansimare un po' all'apparecchio. Sarà come tornare indietro di secoli, quando non avevamo la chat e si faceva lo scherzo col telefono della Sip, col disco e il lucchetto che mettevano per impedire stronzate via cavo. Ah, non ci si lava eh? Ma d'altronde sappiamo che l'uomo ha da puzzà. Niente doccia. Inoltre niente "oggi ho un dolorino qui mi sa che non vado al lavoro", il primo medico disponibile è a tre giorni di nave. E la baracca va mantenuta e riparata dai presenti. I soliti quattro. Ma il sublime è il requisito principale richiesto, ovvero l'abilità a trascinare grosse casse sulle rocce scivolose e sulla neve in poltiglia, e, come espressamente chiesto "avere la capacità di non scivolare sulla cacca dei pinguini". Ne vivono circa duemila in loco, e cacano per ottomila. Inoltre non rispettano alcun codice di navigazione o strada, ve li trovate davanti e chi s'è visto s'è visto. Il posto è Port Lockroy. Come vedete sono requisiti che chiunque di noi abituato alle comodità onorerebbe alla grande. E poi ogni giorno incontriamo stronzi che eviteremmo volentieri, figuriamoci saper pattinare sullo sterco dei pinguini, una passeggiata. Di contro, una piccola riflessione, esistono è vero, lavori di merda metaforica, ecco questo è un lavoro di merda reale, ma forse parlare coi pinguini e non lavarsi, sarebbe molto meglio che avere a che fare con certa umanità che puzza nell'anima e fa schifo molto di più. Pure profumata.


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