Acqua che si ricongiunge





Pensò guardando il suo elemento naturale. Dio o chi per lui gli aveva fatto due gambe, ma sulla terraferma non era così a suo agio come in acqua. Il mare lo rendeva aggraziato, come se una parte della sua vita amniotica non fosse mai stata dimenticata. Prima di esserci, nuotava. Un'onda più ostinata lambiva la riva, un gabbiano più stanco dichiarava la resa a quella maledetta marea che non portava pesci. Lui prese una pietra piatta, provò a farla rimbalzare, come gli aveva insegnato un suo caro amico lontano. Fece tre salti, poi si depositò nel suo cimitero sabbioso. Si aggiustò la sua giacca, ora faceva freddo. Ma non era il clima. Si dice che chi vada in una spiaggia con dei dubbi, attiri a sé tutti i fantasmi di chi in quel tratto di mare giace, ti aiutano, ti cercano di far pensare e solleticano la tua pelle. A volte serve, a volte terrorizza. Stava provando a mettere a letto i suoi fantasmi, con qualcuno finalmente era riuscito ad accordarsi, come una musica. Pensò a tutto quello che lo aveva portato lì. Pensò se davvero valeva la pena continuare a sbattersi, continuare a lottare di una vita fatta di amori fondamentali ma lontani tra loro. Non capiva che cosa avrebbe potuto rimediare, ricucire, collegare tutto. Una volta davanti ad una scogliera, ebbe la tentazione di buttarsi in un mare in tempesta, non era un farla finita, sembrava più una sfida, riuscire a vedere chi vinceva tra lui e quel gigante di onde incazzate. Mentre l'ipnosi lo pervadeva, pensò che era meglio non sfidare. Sfidarsi è bene, non sfidarsi è meglio, disse una volta Franco Franchi in un film pessimo. Stavolta guardava quel mare con occhi diversi, stavolta il mare lo aiutò. Lui era un'anima d'acqua salata. Ma soprattutto era un'anima d'acqua. Unico elemento in grado di entrare ovunque, in grado di spaccare muri, barriere, ostacoli, con forza dirompente e sanguinaria, che trascina tutto, o con pazienza erosiva che stacca rocce col tempo. Era acqua mischiata a carne muscoli e paure, istinto e rabbia, perdono e ferita. Per questo avrebbe continuato a scavare per trovare, riunire tutti gli elementi d'acqua che lo congiungevano e lo completavano. Lo pensò, e gli sovvenne che anche la donna che amava era un'anima d'acqua. Acqua di laguna che trova il mare, come è giusto, una congiunzione salata e senza ostacoli. Capì cosa si nascondeva, pensando che anche il suo sangue aveva generato un'anima d'acqua, ancora un piccolo essere, un laghetto, che lui provava a tenere con sé. ma non ci riusciva a tirarlo fuori dal suo alveo. M avrebbe atteso, sicuro che quel laghetto sarebbe straripato, e si sarebbe ricongiunto al mare, anima con anima d'acqua. Tutto questo pensò, prima che una mano amorevole, e reclamante spegnesse tutto con una carezza e riaccendesse la vita con un sorriso, che decise di seguire, come è giusto, acqua salata, in acqua.

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