Mi sembra di vederla

Pensiamo che sia chissà dove, la invochiamo, a volte la chiamiamo proprio per nome. E non ci accorgiamo che basterebbe sollevare gli occhi da uno smartphone.
Che basterebbe anche solo dirigersi con le braccia a sfiorare l’altro, e magari a non risolvere tutti i suoi problemi, magari solo l’immediato. Sete, fame, bisogno di una coperta.
Ho visto una comunità di persone mobilitarsi per dare una mano a una madre, che non poteva bastare a sè e ai propri figli.
Ho. Visto. Con i miei occhi. Senza chiedersi razza, sesso e religione. Allora, c’è, ne sono sicuro. Magari a pezzi, a brani, a tessere di un mosaico, a saltare, a campana, come nei giochi da bambini.
La trovi negli eroi equilibristi, padri e madri che sfangano la vita, che trovano coraggio, che fermano la mano che li schiaffeggia, che nuotano verso una libertà surgelata e fatta di gommoni avariati.
È lì, nelle reazioni sdegnate, ma non volta la testa, è lì, lo so. Come in queste foto. In Grecia, un barbone a piedi scalzi, un signore che lo nota, entra in negozio e compra un paio di scarpe, gliele regala. Siamo in Grecia, sono tutti senza soldi, la fame nera potrebbe aggredire chiunque, i suicidi aumentano a vista d’occhio, ma questa scena, immortalata per caso da un fotografo non esprime solo un gesto nobile. Esprime uguaglianza. Domani su quel marciapiede potrebbero essere insieme, ma oggi uno può aiutare, con poco, con nulla, col caldo di piedi.
E allora io vedo madri bisognose, padri in miseria, pezzenti condottieri, lavoratori precari, disoccupati cronici, gente che va avanti con sorrisi che sembrano paresi. E la vedo lì.
La vedo, la rivoluzione. Ormai non so più se aspettarmi la piazza gremita, le urla sdegnate, siamo lobotomizzati e stanchi. Non sappiamo reagire. E forse è questa la nuova rivoluzione.
È così, in questa epoca di terrore a tenaglia, di angoscia del domani, la vera rivoluzione è non perdere l’istinto atavico del branco, l’essere animali, dotati di anima. L’essere accanto, anche solo per un pezzo di strada troppo gelato da farsi da soli.
È lì, la vedo, è la rivoluzione, non perdere quella fiammella di essenza pura. Spero. E invoco.

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