Oltre il mestiere



C'è qualcosa di labile in un uomo che si dispera, il pianto, la disperazione, rivelano una fragilità maggiore. In un mondo in cui il luogo comune è che si "piange come femminucce", fin da bambini ci hanno educato a fare gli uomini senza sacca lacrimale.
Ma ci sono frontiere in cui ogni luogo comune si abbatte, dove la disperazione di un uomo diventa dignità assoluta, un dolore composto che arriva dalle vene allo stomaco. e spezza. Come un padre che perde un figlio, ad esempio. Da quel momento la sua vita sarà di un colore smorto, finiti i toni pastello, autunno eterno. Anonimo.
Eppure c'è chi sostiene che ci si abitua a tutto, anche alla morte.
Forse non è proprio così. La foto che vedete ha fatto il giro del mondo.
Un paramedico dell'ospedale EMT, in California. Ha appena provato a salvare la vita a un diciannovenne, le ha provate tutte, come appunto il mestiere esige, non ci è riuscito, incerti del mestiere. Dovrebbe togliersi i guanti e passare al prossimo paziente, anche perchè di urgenze ne ha tante. Invece tra lui e il suo lavoro entra una fitta, che non è mestiere. Anche se viene da un muscolo che fa il mestiere più antico del mondo, addirittura prima delle puttane. Il cuore si dispera, non regge allo sconforto di non aver salvato una vita, il medico deve appoggiarsi a una balaustra, piegarsi, sentire quella scossa che lo rende vulnerabile. Poi si ricorda di essere comunque al lavoro, che magari quelli sono minuti preziosi per salvare qualcun altro, e rientra. Sembra più fragile, ma ha appena scoperto la ricetta dell'invincibilità. La coscienza che il mestiere non lo ottunde. La linea che fa di un uomo, un uomo. E attenzione, potrebbe sembrare una ripetizione, ma non lo è.

Powered by Blogger.