In my arms




Ho guardato una fotografia dove sto abbracciando. Fatta da pochissimo. Tra l'altro molto bella, quasi virata a seppia. Abbraccio con un fare che può sembrare distratto. Ma non lo è. Il mio braccio cerca e assiste chi campeggia al suo interno. Chi decide che la mia mano va tenuta, contando le dita o incrociandone le proprie. In quel momento sto pensando a qualcosa che solo apparentemente può sembrare slegata dalla foto. Sto pensando che chiunque ascolti un dolore altrui dovrebbe informarsi bene sul proprietario. Mio padre una volta mi disse che ogni dolore abita nel cuore che lo veste nel modo più consono. Me lo disse per farmi capire, senza rimproverarmi che stavo sottovalutando il dolore che giudicavo infantile di un bambino, che io guardavo piangere dall'alto dei miei vent'anni. I dolori sono proporzionati spesso al proprietario. E forse più si ha un muscolo cardiaco piccolo, più arrivano prima. Da grandi li lasciamo rimbalzare disordinatamente, li lasciamo agire come sanbernardi. E forse spesso, facciamo male col nostro stesso dolore. Che diventa fonte di bugie, schemi mentali, automatismi. Serialità nel colpire o nel farsi colpire. Per questo quell'abbraccio c'entra. In quella foto virata a seppia. Perchè assume un significato profondo. L'abbraccio non è ansioso, accompagna, ma protegge. Le dita indicano un confine che in quel momento fa sicurezza. E chi si muove all'interno di quell'abbraccio mette a riposo i dolori e si crogiola della differenza che lo privilegia sull'ambiente affollato. Una volta mi hanno detto che tutto parte e arriva da chi amiamo. Che dobbiamo proteggere noi stessi, specie perchè poi dobbiamo proteggere chi ha bisogno di noi. E se non sappiamo tutelare noi, mandiamo allo sfascio chi di noi ha bisogno. E poi mi dissero che chi ci ama sono coloro che troviamo quando chiudiamo la porta di casa. In mancanza di una porta. Guardate chi trovate dentro un abbraccio. Magari di quelli in foto virate a seppia. In cui sembrate distratti mentre abbracciate. Ma non lo siete. E chiudete una porta a proteggere.

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