Un calcio alla dittatura




Il nome di quest'uomo che vedete ritratto è Ilunga Mwepu. Il suo nome ai più non dice quasi nulla, è un calciatore degli anni '70. Faceva parte della nazionale dello Zaire, come venne chiamata dal dittatore Mobutu, la Repubblica democratica del Congo, Mobutu è un dittatore che definire "cruento" è un eufemismo, ma è convinto che il calcio sia un ottimo mezzo di propaganda politica, per cui incoraggia il calcio e si vanta dei successi. Per chi è un cultore della memoria, Mwepu era un difensore che giocò con la sua nazionale i mondiali del 1974, in Germania. Lo Zaire non fu particolarmente brillante in quella competizione. Sconfitto 2-0 dalla Scozia e poi 9-0 dalla Jugoslavia, uno dei peggiori risultati di sempre che si ricordino ai mondiali. La terza partita lo Zaire la gioca contro il Brasile. Ci si prepara a una sonora sconfitta. Fino al minuto 85 però, la partita è ferma "solo" sul 3-0. Per il Brasile ovviamente. A quel punto succede una cosa strana. Viene fischiata una punizione per il Brasile, in un punto in cui è facilissimo fare gol per gli specialisti brasiliani. L'arbitro fischia e Mwepu invece di star fermo in barriera si avventa sul pallone e lo calcia lontano. I brasiliani rimangono attoniti, lui guarda l'arbitro e fa davanti a tutti la figura di chi non sembra conoscere il regolamento, si intuisce che dice all'arbitro di aver sentito un fischio e di aver calciato, suscitando l'ilarità. In tanti giornali il giorno dopo ironizzeranno sulla vicenda, quasi trattandolo come un incompetente che gioca a calcio in una nazione arretrata. Fino a che, tanti anni dopo, non sarà lui a raccontare la verità. Disse che dopo la sconfitta con la Jugoslavia, Mobutu mandò dei militari nell'albergo della squadra, il messaggio mandato dal dittatore era chiaro: "se perderete con più di tre gol di scarto col Brasile, al ritorno vi aspettano le vostre tombe". Quando si svelò il tutto, si capì anche il perchè di quel gesto. Non era ignoranza: "la partita stava finendo, eravamo già sotto 3-0, ho avuto paura, mi sono detto che quello avrebbe scongiurato il gol, ci avrebbe fatto perdere tempo, ci saremmo salvati", dice proprio Mwepu. Proprio oggi Mwepu è morto. A 65 anni, nel suo paese. Per la cronaca. La partita finì 3-0. Grazie a lui, che ha salvato la vita sua e dei suoi compagni, è il caso di dirlo, con un calcio.

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