Battaglie nella galassia




Diario stellare del comandante

Il pianeta è appena ad un passo. Ma noi nuotiamo nello spazio troppo lentamente. Abbiamo appena subito un attacco da parte del pianeta dei Materassiani. Abbiamo una falla nell’astronave e chiediamo aiuto.
Il satellite più vicino è quello degli Ipadiani. Un popolo di esseri metà uomo e metà Ipad, che non staccano la testa dal loro display ipnotico. I figli degli Ipadiani vogliono aiutarci. Lasciano il satellite e salgono sulla nostra navicella. Gli Ipadiani non se ne accorgono nemmeno. Viaggiamo a velocità sostenuta, grazie al carburante ottenuto da un combustibile di patatine e the alla pesca.
I Materassiani non si aspettavano il nostro arrivo, si mettono in un angolo e cercano riparo dal nostro atterraggio.
Volevano conquistare la terra, con il loro virus della socialpigrizia, noi invece ci siamo ricaricati con le batterie solari e una crema che protegge dall scottature talmente forte che puoi prendere il sole a mani nude come Chuck Norris.
I figli degli ipadiani hanno capito che da noi c’è voglia di agire e si alleano senza pensarci su. Gli ipadiani nemmeno li guardano. Impegnati a dirimere una controversia innescata dal grande maestro Zuccherbergs.
Siamo ad un passo dai materassiani, ci buttiamo nella mischia, i materassiani si sconfiggono trovando il punto in cui si gonfiano e si fa uscire l’aria.
Uno di loro passa all’offensiva e ci tira un bracciolo galleggiante. Lo respingiamo, ce ne tira un altro. Allora ne prendiamo uno anche noi e lo tiriamo. Poi un altro.
La battaglia infuria a colpi di braccioli. I figli degli ipadiani ci aiutano.
Fino a che non dobbiamo fermarci. Tutti. Noi e i materassiani.
Una entità superiore è intervenuta. Il grande maestro delle acque spaziali ci ha chiesto una tregua con il suo fischiatore interstellare.
La guerra è finita, abbiamo vinto tutti. Ognuno torna nel suo pianeta.
Per quanto riguarda il comandante, che scrive in prima persona questo diario, vi racconterà altre avventure, si spera.
Giusto il tempo di andare a spiegare al bagnino della piscina che un adulto tornato bambino e quattro bambini che in quel momento erano guerrieri stellari, stavano salvando il mondo dall’invasione di alcuni materassini gonfiabili che avevano intenzione di invadere la terra.
Ovviamente si tacerà che quello che si stava divertendo di più era proprio il comandante, cioè io. Unico adulto ad aver fatto un casino pari ai quattro bambini che avevano deciso di eleggerlo loro comandante di navicella.
Vado. Spero di essere convincente.

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