Landscapes




Spesso non avverto questa sensazione, ma alcune volte sì. Il desiderio di stare solo. Non mi riferisco alla vita amorosa o affettiva. Ci mancherebbe. Ma a stati emozionali di fronte a determinate situazioni. Ormai con il social che invade la nostra vita questa sensazione dobbiamo imporcela. A sentire chi lo fa poi si sta meglio. Ma non è proprio questo quello a cui mi riferisco. Per tanto tempo sono stato tra quelli che trovava sconveniente mangiarsi una pizza da solo, o andare al ristorante, ordinarmi un buon rosso e mangiare il piatto che mi piace. Nonostante dentro di me pensare di farlo mi piaceva. Spesso quando vivevo a Palermo mi fermavo nei locali che conoscevo, dopo la partita a calcetto. E mi premiavo con una buona birra e una pizza fatta come si deve. Forse è proprio questo che stiamo perdendo. La voglia di premiarci ogni tanto. Di dirci che ci meritiamo noi stessi. Però ci penso ancora più accuratamente e mi chiedo dove, in che posti desidero stare veramente da solo. E vengono fuori delle istantanee dalla mia mente. Due locali, in due paesini vicino Palermo. In uno andavo con tutta la mia famiglia, quando era viva mia nonna. Un donnone che "imponeva" a tutti il rito della riunione familiare domenicale. Tanto rigida nel volerci che non ammetteva nessuno se non il nucleo madre-zia, padre-zio e nipote, aprì anche ad amici cari. Poi la rivoluzione culturale della mia crescita la costrinse ad ammettere anche le fidanzate. E ancora un altro locale, dove invece andavo io veramente da solo. C'era un proprietario con il quale mi facevo lunghissime chiacchierate fino a notte fonda, un amico, vero. Travolto poi dalla sua vita e da una realtà che a Palermo non ha gli stessi toni netti di coerenza e onestà che certi fanatici di stile di vita vorrebbero per tutto. Poi un posto al mare, all'Addaura, dove andavo. Ci andai una volta, quando già ero andato via da Palermo. E stavo attraversando uno dei periodi più difficili della lotta che si chiama esistenza. Ne avrei conosciuti di peggio, come tutti purtroppo. Ognuno ha la sua guerra mondiale personale. Guardai il mare a strapiombo, in tempesta. Mi sentivo ipnotizzato a pensare. E mi convinsi che non avevo perso proprio nulla, ma che tutto si era semplicemente trasformato. In seguito ho capito, ho collezionato anche altri due o tre posti sparsi dove amo stare a raccogliermi. Posti che amo per il significato che hanno o che hanno avuto. E ho imparato la lezione. I posti dove vuoi stare solo sono quelli in cui credi di esserlo. In realtà, anche in quel momento, molte gradevoli entità sono lì a dirti che cosa sei stato e che cosa sarai. E non provengono dal telefono. Arrivano da qualcosa che può fare molta più paura, da scacciare tranquillamente.

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