Il reato più grave




Gli amici veri, sono capaci di qualsiasi sincerità tagliente, pur di farti capire che ti vogliono bene. E spesso con loro ci uniscono e dividono piccoli infantilismi. Ho un amico carissimo, uno dei migliori che ho, che da venti anni buoni, si ricorda il peggiore sgarbo che gli potessi fare. Una cosa orribile, che non mi ha ancora perdonato. E qui non si parla di fidanzate rubate o di corna, ma di molto, molto peggio. Un giorno eravamo davanti a una gelateria a Palermo, avevamo in mano due brioches con gelato, belle grosse. Io finii la mia in tempo record che manco Vettel dei tempi migliori, lui si stava pregustando il pezzo finale, prima della sazietà. Non so perchè mi venne in mente di dargli una botta alla mano e fargli cadere quell'ultimo insignificante pezzetto. Uno scherzo stupido. Almeno così pensavo. Credo che lo abbia raccontato a chiunque abbia parlato di noi due. Ho persone che vengono da me e mi dicono "tu sei il suo migliore amico, ma peccato per quel fatto della brioche...". Sembra una frattura insanabile, invece è il nostro segnalibro. Un fatto successo tanti anni fa, una cretinata, sono stato stronzo e dispettoso, me lo dico da solo. Eppure più passano gli anni più serve a ricordarci che ci vogliamo bene. Sempre con le stesse abitudini. Ho provato ad equiparare il mio sgarbo con alcune cose infime fatte da lui, come il mangiare arbitrariamente la mia pizza preferita dal mio piatto, ma nulla. Nella sua legge personale il mio è reato gravissimo. Quando ha conosciuto la donna che amo, è stata la prima cosa che le ha detto dopo i convenevoli. Ma non è un dispetto, è il nostro volerci bene. Adesso che sono lontano e ci vediamo poco, mi ha anche confessato che è quasi incazzato con me, perchè non dovevo andarmene, dovevo restare lì. Che la ragione gli fa dire che non potevo morire di fame e che dovevo provare a lavorare, ma il cuore no, non mi perdona. E pensa a quella Brioche. E quando torno a Palermo, fa finta che possiamo incontrarci con calma e anche per poco, ma se prima che me ne sono andato non ci siamo visti almeno un paio di volte come dice lui, rischiamo l'incidente diplomatico, questo il messaggio dell'ultimo sms che mi ha mandato quando ha capito che stavo andando via e rischiavamo di non rivederci: "invita chi ti pare, chiama chi ti pare, ma non esiste che io e te non ci salutiamo come si deve prima che vai via!". E capirete, dopo una brioche rovesciata per terra, mi tocca stare attentissimo. Da vent'anni a questa parte.

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