Così fa un capobranco





Sento spesso un ragazzo appena maggiorenne. Siamo in contatto per quella serie di ragioni strane che creano vincoli da incoscienti. Lui mi chiama ogni volta che gli serve un consiglio o passa un momento brutto. Sarebbe grossa dire che gli faccio da papà. Ma il sentimento che ho quando parlo con lui, è proprio quello. In quel momento lo proteggo, lo consiglio al meglio delle mie possibilità.
Un ruolo per cui lui crede di apprendere. Invece insegna a me. Perché ha una vita difficile, ma non si piange addosso, né la grida sui social. Sa cosa sia la fame vera per mancanza di soldi, le ingiurie di chi lo vede un pezzente. Sa cosa sia lavorare per mantenersi, cosa significhi lottare e sgomitare per farsi valere.
E studia, tanto, per fare strada. Sa cosa sia non poter contare su un genitore troppo assente. Ogni volta che parlo con lui apprezzo la discrezione di tutti e due. Preoccupati prima di sapere come sta l'altro. Mi ricordo una sua telefonata difficile alla vigilia di Natale. Due persone con un loro carico che volevano anche il carico dell'altro.
Quando parlo con lui mi commuovo. Mi commuove la sua buona educazione. Il suo garbo ferito. La sua totale assenza di spocchia e supponenza. Quella che spesso hanno quei figli, che non hanno fame e pensano che la vita li aspetti, per fare quello che vogliono quando vogliono. Lui è la risposta più bella a quei tromboni che incasellano i ragazzi come pigri e senza ideali. Lui non è felice se non lo è anche il suo vicino. Io non so dove mi porterà la vita. Ma so che se posso, non lo mollo.
Visto che imprudentemente si fida di me, so anche un'altra cosa. Che non gli darò mai da dividere i miei problemi e quello che di difficile ho dentro. Mi hanno detto che un vero capobranco, per quanto improbabile, fa così. Questo è quello che mi ha scritto ieri. Poi ditemi se non devo essere orgoglioso che mi cerchi.
"Quando Benigni vinse l'Oscar disse una cosa che ho sempre fatto mia: "Grazie ai miei genitori che mi hanno fatto il regalo più bello del mondo, la povertà". È anche per questo che ho sempre fame, cerco sempre di tirare fuori più del massimo dalla vita e da me stesso. E sinceramente non credo di fare niente di eccezionale, se non dai il massimo non vivi dignitosamente. E tu ne sei un esempio, devi sempre nuotare nella merda per tutto, ma continui a nuotare, e ti stimo tantissimo per questo.".

Powered by Blogger.