Io che amo solo te




Lui la ama devotamente. Quelle forme di sentimento che esistono solo una volta. Se ti innamori così, dopo sono briciole per chi dovesse venire dopo. Lei viene da un trauma in cui da donna di casa, ha perso repentinamente il marito e si è dovuta mettere in discussione. Quando lui l'ha vista ha capito che la sua vita era lì. Non c'era altro posto, vestito, casa, letto. Ha mentito sulla sua età per conquistarla. Lei temeva fosse troppo adulto, troppo esperto. Lui non ha avuto occhi che per lei. Accettando tutto il pacchetto. Composto da un figlio piccolo da tirare su, per un marito morto prematuramente. Il figlio questo nuovo papà non lo voleva. Fin da piccolo lo ha rifiutato. Poi tollerato. Poi è diventato grande, è andato via, lavora fuori. Un giorno torna a casa e prende da parte la mamma. Le dice: "ti chiedo scusa. Per tutta la vita ho aspettato un errore di chi non ritenevo padre, il suo amore per me è stato quello di un papà. E io ho sempre rifiutato. Ora mi accorgo che siete vissuti insieme una vita, e lui non ha mai smesso di amarti, di volermi bene come fossi suo sangue. Scusami, se non ho capito prima", lei gli dice che non fa nulla, che hanno sempre capito il suo dolore. Lui va nell'altra stanza e abbraccia il suo padre putativo. Basta. Non una parola. Mi raccontano tutto questo in lacrime, perché gli piace il mio viso, perché sono stato gentile con loro mentre facevo il mio lavoro. Lei va via e mi dice " sei un bravo giovane, meno male che non ho una figlia, se no le dicevo di correre qui a conoscerti". Io le dico che il mio cuore è occupato. Fortunata lei, esclama. Dipende, dico io. Ora la domanda è, come faccio a lavorare con questa cosa che credo si chiami magone? A proposito. Novant'anni lui, settantacinque lei. Applausi.

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