Senza




Senza distinguere i colori, dovremmo perdere questa capacità, per non vedere più la tonalità della nostra pelle.
Senza capire da dove veniamo.
Una sordità improvvisa, non capire da che porzione di terra chi fugge, si è sradicato.
Senza pigrizia. Quella sottile indignazione che striscia il tempo di una foto. Poi sguscia via, tanto non possiamo fare nulla. E questo alibi ci salva. Ma non per molto. Senza cattiveria.
Quell’egoismo invadente che ci fa vedere come nemico un disperato disarmato.
Daltonici. Dovremmo esserlo di cuore, di occhi, di pensiero.
Daltonici di giudizio e pregiudizio.
Solo togliendo potremo essere uguali.
Solo sottraendo potremo congiungerci.
Il mare dove si affoga ha la stessa acqua e lo stesso sale di quello dove si gioca.
Da dove siamo riemersi con gioia e con i capelli in disordine appiccicati alla faccia.
Solo. Sottraendo. Siamo. Uguali.

Ad Aylan Kurdi, a suo fratello e alla mamma, 3 anni, annegato per provare a respirare pace. Profugo.

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