Siamo quasi uguali



Non so chi siete, mi sembrate buffi, con quell'aria severa. Ma che avete da star fermi e impettiti? Riposo, ragazzi, relax. Sorridete un pochino, che così a una bimba come me potete anche mettere un pochetto di paura. Ma non mi spaventate, sapete perchè? Perchè io sono una piccola profuga siriana, per venire qui davanti a voi con la mia mamma e il mio papà, ho attraversato terre fantastiche e mari in tempesta, volete che abbia paura di voi per quell'aria da astronauti marziani? Non mi fate nemmeno bagnare il pannolino. Io so cos'è la paura, da noi è sinonimo di guerra, che è sinonimo di fame. E poi ci sono tante altre piccole parole che gli girano intorno. Botte, miseria, prigione. Non so dove sarà il mio futuro, voi magari una volta tolta l'armatura spaziale da poliziotti antisommossa, avrete una casa e dei figli, dove magari non vedete l'ora di tornare. Magari qualcuno di voi sente l'irrefrenabile bisogno di prendermi in braccio, ma vi hanno dato l'ordine di non muovervi e di non fare passare quelli come noi. Che belli gli ordini, sei costretto ad ubbidire e non puoi rifiutare. E se io ora vengo lì e vi ordino di farmi passare? A me, al mio papà e a tanti altri? Ora ci provo, voglio vedere se davvero fate sul serio, ma dai su, state scherzando, sotto quella divisa da marziani, anche voi avete uno strano congegno. Noi lo chiamiamo qalb. Nella vostra lingua, qui in Turchia è molto simile, Kalp. Siamo quasi uguali, vedete? solo che io ho pochi mesi. E già mi sono bastati per vedere quello che voi non vedrete in tutta la vostra vita, voi indossate quelle tute da marziani e io un pigiamino, ma non siamo diversi. Tanto che pronunciamo quasi ugualmente quello che abbiamo nel petto. Qalb, Kalp, un cuore. Se sentiamo il ritmo magari poi cantiamo e battiamo le mani tutti insieme, che dite?

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