Il Vaso Rotto

Niente è davvero armonico, se fuori posto. E niente è perfetto, se nella sua perfezione non c'è sbeccatura. Lo sai, ho conosciuto un uomo curioso, e adesso raccontarlo a te può sembrare buffo. Una volta a quest'uomo vennero delle sensazioni strane. Volava senza volare, si vedeva dall'alto. Vedeva il suo corpo, vedeva i goffi tentativi che la cortesia imponeva per spiegare a tutti che lui stava bene, ma non stava bene. Non si riconosceva, doveva cercare parole in cassetti diversi, da quelli in cui pensava di averle messe, cuciva stoffe di parole, con più fatica del solito. Da fuori sembravano crisi, malattia, la famiglia era disperata. Lui andava lento nel corpo e nella parola e nel frattempo qualcosa di lui volava. Questo lo fece diventare diverso. Il suo vedersi da fuori, lo portò a centrare il suo posto nel casino tutto intorno. Percepiva il punto esatto della sua sofferenza, sapeva di mali più gravi e li comprendeva, sapeva di problemi più banali e ingigantiti e sorrideva. Senza scherno. Un giorno capirono che cosa succedeva. Era un piccolo solco nel cervello. Una piccola lesione, che creava un cortocircuito, il suo esserci non essendoci, era frutto di una scintilla elettrica fuori luogo. Con cui avrebbe dovuto vivere tutta la vita. Lunga o corta che fosse stata. Certo, spiegarlo alla gente sarebbe stato difficile. Fin quando avrebbe potuto lo avrebbe evitato, in nome di una protezione di un mondo che non è pronto a diversi ben più importanti di lui. Altrimenti avrebbe pensato a quando era piccolo. Quando vide un vaso bellissimo a casa. Lo guardava sempre. Un giorno lo ruppe per sbaglio. E pensava che lo avrebbero rimproverato, per questo. Invece no, il vaso fu pazientemente ricomposto da chi amava più un bimbo che un oggetto. Dopo averlo ricomposto il padre gli mise una mano sulla sua spalla colpevole. E disse solo "è una legge del mondo figliolo, il dolore arriva e rompe tutto, a volte distrugge proprio e cancella, ma se hai pazienza di ricomporre, dopo hai qualcosa di più bello, queste piccole venature, piccoli fiumi, così belli, a tracciare un tempo che passa, a volte doloroso. Non rendere queste crepe inutili". No.

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